“Duecentoquarantamila euro l’anno per l’affitto di un immobile destinato ad ospitare archivi ed oggi assolutamente inutilizzato. E’’ uno spreco di risorse pubbliche non tollerabile di fronte a una situazione finanziaria preoccupante che non permette nemmeno di pagare per tempo gli stipendi ai dipendenti”. E’’ quanto segnalano i consiglieri comunali del Pd Saro D’Agata, Francesca Raciti, Carmelo Sofia, Pippo Castorina, Giovanni D’Avola, Lanfranco Zappalà in relazione al canone di locazione che il Comune di Catania, secondo notizie di stampa, paga a una ditta per un immobile sito a San Giuseppe La Rena. I locali avrebbero dovuto essere adibiti ad archivio di atti giudiziari, operazione poi sfumata per il mancato benestare alla spesa da Roma. “

“Non si comprende – si legge in una nota dei consiglieri Democratici – come mai l’Amministrazione comunale, una volta venuta a mancare la copertura della spesa da parte dell’amministrazione giudiziaria, non abbia provveduto a disdire il contratto. O meglio ancora – incalzano – non si sia tutelata sin dall’inizio per questa eventualità. Eccesso di sufficienza o incapacità? Quel che è certo  è che quei 27 chilometri di scaffalature all’interno di un immobile di grandi dimensioni restano vuoti e inutilizzati e a pagarne l’inutile costo sono i cittadini. L’amministrazione e il sindaco – concludono i consiglieri Pd – spieghino in Consiglio comunale”.

Per il coordinatore provinciale dei Liberal Pd, Paolo Mangione, “l’altissimo canone di locazione pagato a vuoto dal Comune è scandaloso. Uno spreco inaccettabile.  Se le notizie relative al contratto stipulato dall’amministrazione Stancanelli sono vere, ci troviamo di fronte a un caso eclatante di sperpero di risorse pubbliche, una cifra che va a sommarsi agli oltre sei milioni di euro di fitti passivi pagati ogni anno dal Comune”.