Crocifisso sulla facciata del Teatro Bellini di Catania
La sentenza di Strasburgo, su cui abbiamo scritto in questo post e in quest’altro (con due differenti punti di vista), continua a fare discutere (e non potrebbe essere altrimenti).
E da stamattina anche il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania ha voluto esprimere il proprio parere in grande stile. Un grande crocifisso, infatti, campeggia sulla sua facciata.
Lo ha deciso il sovrintendente Antonio Fiumefreddo, che ha commentato così: “La sentenza della Corte di Strasburgo offende l’identità millenaria dei cristiani e ferisce la storia di tolleranza e libertà dell’Europa. Una società è autenticamente libera se a ciascuno è data la libertà di esprimersi mentre desolante ed illiberale è quella società in cui occorre nascondersi per legge”.






















congratulazioni al sovrintendente Antonio Fiumefreddo !
Complimenti vivissimi, non pensavo fossero capaci di una così nobile iniziativa. Speriamo altri seguano il loro esempio!!!
Dò il mio sostegno totale all’iniziativa e ringrazio di cuore chi l’ha promossa.
Grande iniziativa…finalmente qualcuno reagisce a una “politica” di soprusi…veramente da ammirare!Corro a fare delle foto per testimoniare questo grande atto di difesa per i valori su cui si fonda la nostra società.
oscurantista
Come al solito Catania non capisce niente….
@Vanessa: Saresti così gentile da inviarci le foto del teatro con il crocifisso esposto? Ci piacerebbe pubblicarle.
La mail è: info@blogsicilia.it
Grazie!
Ma, invece di mettere solo il crocefisso, perché non mettiamo anche i simboli delle altre religioni presenti nel territorio, così siamo tutti contenti ??
Ho già avuto modo di scrivere a proposito di questa vicenda cavalcata senza pudore alcuno dai nostri politici farisei, ignoranti di ciò che dice la sentenza e del ruolo dei giudici di Strasburgo.
http://triskeles.wordpress.com
condivido pienamente e invierei tutti i comuni a partecipare allo stesso modo….stanno facendo il primo passo per rubarci l’identità cristiana,uniamoci con una sola voce,chi si sente offeso torni da dove è venuto.
assolutamente infantile come comportamento! non capisco perchè bisogna ostentare così la propria appartenenza religiosa! la cultura cristiana non vive nel crocifisso, che a dire il vero andrebbe eventualmente nascosto e “adorato” in privato, se pensiamo che rappresenta il simbolo di una morte straziante. Cosa c’è di così bello in questo?
complimenti è una bella iniziativa spero che altri lo facciano
Lettera aperta al sovrintendente
Del Teatro Bellini.
Catania
Caro Antonio,
ti prego, togli la croce dalla facciata del Teatro Bellini!
Non so cosa ne pensano preti e vescovi della tua iniziativa, come dell’altra di consacrare il teatro alla Madonna, ma, conoscendo l’humour clericale, credo che, sotto i baffi, si stiano facendo una bella risata; e anche Cristo, dall’alto dei cieli, vedendosi appeso fra Violetta e Norma stia sussurrando: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.
La croce, caro Antonio, non si appende alle pareti; i cristiani sanno che si carica sulle proprie spalle per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo. Il Vangelo è una cosa seria. Un luogo come un teatro, a prescindere da ciò che accade all’interno delle sue mura non è il più adatto per metterne in evidenza le esigenze.
Il Crocifisso è il simbolo della fede. Non è un simbolo culturale o un collante di identità etniche e nazionali. Ridurlo a questo vuol dire depauperarlo, svuotarlo, impoverirlo di significato; ed è quello che è esattamente avvenuto: abbiamo aule scolastiche e aule di tribunali piene di crocifissi appesi al muro e vuote di cristiani, veri ed autentici…
Per favore, togli Cristo dai muri del teatro! Credimi! Non è a suo agio!
Con cordialità!
Salvatore Resca
vice parroco dei Santi Pietro e Paolo
Via Siena, 1 Catania
095/502230
sresca@tiscali.it
Catania, 5 novembre 2009
Complimenti a padre Resca per l’equilibrio, l’intelligenza e la cultura vera che sono presenti nei suoi ragionamenti. Purtroppo queste tre doti sono beni non comuni.
Giovanni
Non sono un Siciliano ma mi sento Catanese inquanto amo una donna meravigliosa come la Sicilia stessa.Sono Pugliese ( MESAGNE (br) )e sono fiero di VOI. Bravi siete grandi, dobbiamo essere fermi nelle nostre scelte e/o credenze. Mi inchino davanti alla vostra fermezza nel voler continuare ciò che i nostri avi ci hanno dato. Infondo L’ITALIA comincio a prendere forma dal REGNO DELLE ” SICILIE.
Questo teatro per mano del suo “sovrintendente” sta diventando un baraccone da circo. Da tempio della cultura, possibilmente laica, si sta trasformando in sala convegni, base di lancio per fuochi pirotecnici e perchè no in sala da conclave o ricovero notturno per la “santa” nel giro esterno! Oggi è un murales utile in ogni occasione possa far parlare di se in qualunque senso purchè se ne parli. La “cultura” che a costi esorbitanti la regione mantiene deve essere, a 360 gradi, elevazione, tolleranza e rispetto di tutte le culture, visto che stiamo diventando, di fatto, una società multi raziale e multi etnica. E’ francamente inammissibile che, un monumento pubblico, venga utilizzato a scopo personale per la professione di fede, e propaganda aggiungo, di un singolo individuo. Quella esposizione offende l’intelligenza, il buon gusto e la civile convivenza tra diverse genti.
Condivido pienamente il parere di Salvatore Resca e di Sergio.Sono un catanase che manca da Catania da quasi 40 anni e mi duole moltissimo vedere certe iniziative demagogiche e genuflesse,clericali e confessionali!E’ sono queste le iniziative che prendono i politici locali per risollevare la Sicilia dai problemi atavici,più che millenari da cui è tormentata?Ma mi faccia il piacere….
Cristo è una cosa seria.
Ci dicono che ha natura divina e che si è fatto appendere sulla croce per riscattarci.
Abbiamo creduto di seguirlo assassinando il fratello o imponendolo agli altri o invocandolo a giustificazione delle nostre azioni. Lasciamolo stare per una volta in pace.
“libera Chiesa in libero Stato”…MA DOVE???
l’iniziativa di fiumfreddo è assolutamente scizzofrenica come d’altra parte lui dimostra essere
ALLA CORTESE ATTENZIONE
DELLA REDAZIONE
con preghiera di pubblicazione
COMUNITA’ PARROCCHIALE
“SANTI PIETRO E PAOLO”
VIA SIENA, 1, 95128
CATANIA. Tel: 095431949
Con gioia e commozione abbiamo saputo della decisione approvata lunedì 30 novembre, quasi all’unanimità, dal Consiglio comunale di Catania, con ben tre ordini del giorno, di “esporre la croce nell’aula consiliare e in tutti i locali della municipalità aperti al pubblico”.
Non solo appoggiamo entusiasticamente l’iniziativa ma suggeriamo qualcosa di più: mettiamo nell’aula comunale e in tutti gli uffici pubblici accanto al Crocifisso, da un lato un bel ritratto di Sant’Agata, dall’altro un’immagine del papa!
Sarà così pienamente assicurata la nostra identità catanese e cattolica, nonché la piena ortodossia della fede.
Spero vogliate permetterci di desiderare anche di andare oltre.
Perché non nominare un cappellano stabile per la Giunta e il Consiglio comunale che benedica l’inizio delle sedute? E perché non iniziare le sedute con una preghiera comune?
L’intervento dall’alto sarebbe assicurato!
Perché solo un intervento dall’alto può risollevare la classe politica che ci governa e le deplorevoli condizioni di questa nostra sventurata città!
Catania, 1 dicembre 2009
Sac. Salvatore Resca
Vice parroco della chiesa dei santi Pietro e Paolo
Insieme ad un gruppo di parrocchiani
095/502230; 3683387539; sresca@tiscali.it
P.S.: Nei locali della parrocchia si raccolgono firme per appoggiare l’iniziativa.
Io non mi identifico con la cristianità, perchè devo essere rappresentato da una cosa del genere?! Basterebbe un singolo caso di non-cristiano per far capire ai bigotti che NON TUTTO E’ CRISTIANO, ma tutto PUO’, PER LIBERA SCELTA, ESSERE CRISTIANO: identificare la “cosa pubblica” dove convivono diversi credi, culture, idee con una sola prospettiva religiosa è un’etica e una morale da despoti.
Vi ricordo che prima dei Cristiani, è stata la cultura greco-romana a fare l’Italia e a tal proposito ricordo tutti gli errori di traduzione (e conseguentemente di interpretazione) della Bibbia: se volete sapere quello che dice veramente il Salvatore, VOSTRO Signore Gesù (e sarebbe il caso che ascoltaste meglio i suoi dettami dato che la Chiesa tende a osannarlo ma a vivere piuttosto come Briatore), allora studiatevi il greco.
Sono andato un pò fuori tema? Scusate, il vero peccato è che son tutte cose collegate, che hanno fatto della Chiesa di oggi un organismo politico, piuttosto che religioso (a tal proposito c’è un riferimento implicito ai patti con il regime Fascista, tanto per ricordare..)
In sintesi, la Croce tenetevela in chiesa, in casa, non in luoghi pubblici di PUBBLICA RAPPRESENTANZA delle genti del mondo.
Rassegnatevi, non tutti sono come voi, cari Cristiani.
Mat
Come deturpare un’Opera d’Arte e come ridicolizzare La Fede (quella vera). Veramente grandi! si! Grandi Ignoranti! Compresi (se non per primi) quelli che appoggiano iniziative del genere. E, in un certo senso, e’ persino comico vedere quella croce enorme su quello splendido cornicione, che si affaccia direttamente sul luogo di tante bevute, fumate e pomiciate… ah! Catania! quante contraddizioni… che Dio mi (ci) perdoni… lol
Be’, tenendo conto che, grazie alla Chiesa, gli attori venivano sepolti in terra SCONSACRATA in quanto SCOMUNICATI, mi sembra che il gesto di appendere il crocefisso al teatro sia esplicativo di quanta ignoranza ci sia nel difendere a spada tratta un simbolo senza conoscerne minimamente il messaggio rappresentato….
))))
io sono Italiano e non mi sentorappresentato dalla croce, bensì dalla Costituzione, che dice che ogni UOMO è uguale davanti alla Legge, senza distinzione di sesso, età, censo, idee politiche e religione; se vi piace tanto il crocefisso da anteporlo ai detatmi costituzionali andate in Vaticano, vediamo quanto vi accettano i pretonzoli….
Il bisogno di affiggere questa enorme ed orripilante croce somiglia molto al bisogno del borghesuccio di turno, tutto impegnato ad apparire e a nascondere il proprio vuoto di valori, di procacciarsi l’ammirazione altrui comprandosi il SUVvone e altre stronzate materiali.
Fate davvero pena. Vi manca solo la barba incolta e sareste indistinguibili dai talebani: ma loro, a loro discolpa, vivono in un Paese in via di sviluppo. Mi dispiace per i tanti credenti che vivono la loro fede giorno dopo giorno, non perdono tempo ostentando simboli di potere ma si ritrovano rappresentanti dai vostri patetici pensieri e comportamenti.
non pensavo che gli amici siciliani, almeno quelli che hanno commentato, fossero così arretrati. Ma allora è vero che siamo messi male..
fate schifo. la religione non serve a niente , NULLA, ci sono solo morte le persone, a milioni, per il vostro amico immaginario. E non ci hanno guadagnato niente. Morirete tutti come insetti e non succedera’ un bel niente dopo, e l’unica cosa che avrete fatto e’ rendere un inferno questo mondo durante la vostra inutile esistenza.
@azoto: vita difficile, vero? Comunque, nessuno ha la verità su ciò che avverrà dopo. Neanche tu, col tuo pessimismo cosmico.
Il soprintendente di Catania farebbe bene a occuparsi degli incarichi di sua competenza invece di inscenare queste pagliacciate.La Sicilia si dimostra ancora una volta come una delle zone più retrograde e ignoranti d’Italia e dunque d’Europa.Come al solito i sedicenti cattolici credono sempre che le loro idee siano le sole giuste e che tutti gli altri sebbano subire anche se non condividono le loro idee.D’altronde basta pensare che la chiesa cattolica si è trovata benissimo con le dittature tipo Pinochet o Franco,per non parlare di Mussolini.La chiesa cattolica come sempre dimostra di non essersi pentita dei crimini che ha commesso.Nessuno si ricorda che nei territori controllati dal papa e dai suoi più stretti alleati coloro che non si allineavano alla dottrina ufficiale venivano torturati e/o bruciati sul rogo.Ma andate nei paesi veramente civili,tipo Svezia o Germania o Francia,e fatevi un esame di coscienza,se fosse per voi che gridate al crocefisso,l’Italia sarebbe come l’Iran,una dittatura teocratica!
Identità cristiana delle famiglie: la moglie a casa a fare la calza, e i bei maritini con le trans
Abbiamo ripreso i vostri commenti in questo post:
http://catania.blogsicilia.it/2010/07/dopo-9-mesi-torna-la-crociata-contro-il-crocifisso/
Tutto quanto è definito pubblico, appartiene alla comunità civile che abita un luogo. Pertanto, nessun individuo, nella manifestazione del proprio orientamento religioso, dovrebbe godere di diritti superiori rispetto a qualsiasi altro cittadino. L’Italia è uno Stato Laico, o almeno sedicente tale; la nostra Costituzione lo afferma. Ciò che mi speventa, più di tutto, è il fatto che vedo persone esprimere la propria intolleranza liberamente. Quasi come fosse un diritto quello di condannare una donna perchè sceglie di coprire il proprio capo od il proprio volto. E perchè? Perchè offende il senso comune delle cose? Oppure, per il semplice fatto che offende noi, bigotti pensatori ottusi dalla presenza di Nostra Madre Chiesa? Per quale motivo difendere ed ostentare, in modo peraltro stupido, il simbolo dela religone cattolica? Questa equivale alle altre. Non si può definire Laico, uno stato che preferisce una religione alle altre. Uno stato è l’insieme di tutti i cittadini uguali tra loro. Non esistono preferenze nè favoritismi. Non rientrano in questo concetto.