“Ato Simeto”, emergenza permanente

Nuovamente nel caos la gestione dell’ “Ato Simeto Sud“: i 550 dipendenti sono senza mezzo stipendio di dicembre e senza stipendio di gennaio: hanno già annunziato lo stato di agitazione e fermeranno i mezzi a metà mese se non arriveranno segnali, e cioè i pagamenti, in tempi stretti.

Una sitazione che si ripete e che anzi peggiora. L’annunziata riforma regionale degli Ato infatti, deliberata dal presidente Lombardo coi poteri propri, che prevede lo scioglimento di tutti gli ambiti cosiddetti ottimali e la costituzione di una sola azienda per provincia, non è stata ancora esitata dalla giunta di governo, mancano i bandi attuativi.

Insomma la situazione è congelata e prosegue in prorogatio con i difetti di prima. Una macchina mangiasoldi, innanzitutto. Si calcola che all’interno dei comuni che fanno capo al “Simeto tre” la riscossione della tassa rifiuti appena sfiora il quaranta per cento del totale, ed esistono centri dove paga appena il 12 per cento dei cittadini. Colpa delle varie amministrazioni, ovvio.

Né è servito che la Regione abbia tentato di correre ai ripari con anticipazioni di somme. L’ultima è quella decisa dal neo assessore Pier Carmelo Russo, che ha fatto anticipare l’erogazione di 26 milioni per la provincia di Catania. Le somme dovrebbero essere effettivamente sborsate la settimana prossima. Ma a chi ?

Non tutti i comuni infatti l’accettano. In pratica i centri dell’area metropolitana, da San Giovanni la Punta a Tremestieri, a Gravina, verranno rifinanziati dal fondo regionale, netto no dai paesoni della fascia che va da Misterbianco ad Adrano a Biancavilla a Paternò.

In quest’ultimo centro inoltre permane da oramai due anni il conflitto fra il sindaco Pippo Failla e gli ottanta dipendenti dell’Ato paternese. Stamattina, gli operatori ecologici si sono dapprima riuniti in assemblea e sono quindi scesi in corteo su via Vittorio Emanuele. Con loro alcuni commercianti che si lamentano della gabella ritenuta troppo cara inviata loro appunto dal contestatissimo primo cittadino.

Nel frattempo però Paternò è nuovamente ricoperta dai rifiuti. La situazione cambia da paese a paese: nella fascia metropolitana cominciano a comparire mucchi di immondizia sempre più consistenti: un crescendo davvero allarmante.

Da parte sua, l’assessore regionale rilancia l’appello ai sindaci di far pagare Tarsu e Tariffa igiene ai cittadini, e minaccia di inviare i commissari straordinari. Ma la stessa Ato del resto è già commissariata. Abbiam provato stamattina a chiamare: risponde una segreteria meccanica che non passa la chiamata: come se non ci fosse.

Fonte della Foto.

 

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