Ars, dopo il Piano Casa tocca agli Ato

Il primo ostacolo, per la nuova maggioranza a tre Mpa-Gruppo Sicilia- Partito democratico su cui si regge il Lombardo ter, è stato superato ieri sera.

Il piano casa è legge ed i comuni avranno quattro mesi a partire dalla pubblicazione sulla “Gazzetta ufficiale” della Regione Siciliana per adeguarsi alle norme o per escluderne o limitarne l’applicabilità a determinate zone. Dopodichè il piano sarà interamente operativo ed i cittadini interessati, bene ricordarlo a proprie spese, potranno ampliare immobili di proprietà destinati ad abitazione.

Alla prova dell’aula, i numeri hanno dato ragione a Lombardo: ben 75 votanti su 90 parlamentari: 54 sì, 12 astenuti e 9 contrari. Massiccio quindi il voto dei pidiini, tranne il catanese Giovanni Barbagallo che ha votato contro. Divisi i pidiellini, alcuni astenuti ed altri nettamente contrari; diviso anche l’Udc: qualcuno ha votato a favore.

Sono ampliabili gli edifici ultimati entro il 31 dicembre 2009, non superiori a mille metri cubi, che non abbiano giù usufruito di condono. Potranno essere ampliati del 25 per cento che si estende al 35 in caso di utilizzazione di materiali biologici e fotovoltaico.

Incoraggiati l’abbattimento e la ricostruzione nella stessa area. Consentita la costruzione di uno o più parcheggi sotterranei in cambio della concessione ai Comuni delle aree sovrastanti da adibire a verde.

Sarà possibile demolire e ricostruire fabbricati e capannoni industriali purchè al di fuori delle zone A, solitamente i centri storici, del 15 per cento e per una estensione massima di quattrocento metri quadrati.

E mentre è stato iscritto all’ordine del giorno l’esame del bilancio di previsione 2010 ed del triennale 2010\2012, che però andrà corredato dal documento di programmazione economica che lo staff dell’assessore Cimino sta redigendo in queste ore, l’aula è chiamata ad affrontare lo spinoso nodo della riforma degli “Ato”, il grande buco nero, la macchina mangiasoldi.

Il disegno di legge è presentato direttamente dal governo, firmatario l’assessore Piercarmelo Russo. L’esatta dizione è “gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti integrati”.

I dirigenti dell’assessorato hanno provveduto a redigere, dopo due giorni di full immersion, un testo che integri l’indicazione del Senato che sta per abrogare in contemporanea i famigerati “Ambiti” verranno definitivamente eliminati anche in Sicilia, e questa è la buona notizia.

Non esisteranno più questi enti inutili e dannosi, altro che gestione ottimale. Saranno i consorzi dei comuni, uno a provincia, a costituire proprie società consortili di capitali, che si chiameranno “SRR” che gestiranno in proprio la raccolta rifiuti.

Che cambierà rispetto al passato ? Un passaggio in meno innanzitutto: oggi esistono gli Ato, ben 27, società a parte con capitale regionale i quali a loro volta affidano ad una società esterna la pulizia, si fa per dire delle strade. In terzo: praticamente nessuno raccoglieva le gabelle versate dai cittadini – non tanti per la verità- che avrebbero dovuto rappresentare i principali introiti per le società.

Un guazzabuglio che ha prodotto solo debiti per un miliardo che la Regione dovrà sanare, non si sa ancora come, ed i disastrosi risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

 

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