Ignazio La Russa dovrebbe dimettersi e scusarsi
Se fosse stata una persona comune a trattare il ministro La Russa nello stesso modo in cui lui ha trattato Rocco Carlomagno, cosa sarebbe successo? Carabinieri, polizia, guardie del corpo si sarebbero immediatamente precipitate a difendere il potente.
Quelle immagini che ritraggono un ministro che strattona un cittadino comune, provocatore o meno poco importa, rappresentano, nella maniera più chiara e brutale, lo specchio di una corte di potenti che ritiene di non avere più alcun limite. Comunicano livore, rabbia, menefreghismo, violenza, prevaricazione.
Se fossimo in un paese civile, il ministro La Russa dovrebbe dimettersi e scusarsi con il malcapitato e con i tutti i cittadini che, indipendentemente dal proprio giudizio sull’episodio, non dovrebbero poter rimanere tranquilli vedendo quel tipo di reazione.
Naturalmente in Italia non succede. Anzi, il ministro potrà anche vantarsi per l’eroica impresa con amici e futuri elettori. Del resto, può risultare complesso resistere al richiamo delle proprie origini anche se si indossa un vestito buono e si è diventati improvvisamente ministri.






















Un tempo sui muri si leggeva “Fascisti carogne, tornate nelle fogne”. Qualcuno li ha sdoganati ed ora, non solo amministrano e ministrano, ma si permettono anche di rispolverare gli antichi vezzi per i quali qualche portavoce e qualche sindaco si è fatto un po’ di meritata galera (e non quella dei Pertini o dei Montanelli).
hanno i voti di tutti quelli che sostengono la teoria del “si stava meglio quando si stava peggio”. hanno gli occhi coperti da prosciutto, ma quintali di prosciutto, quello che accade è palese a tutti… bhou???
Dovremmo smetterla con questo falso perbenismo.
Se qualcuno viene a casa tua e ti viene a provocare, come minimo lo prendi a calci in cUl0..
Il tipo in questione è stato avvisato e pregato di stare in silenzio numerose volte, se la cosa non gli stava bene, poteva benissimo alzarsi e andarsene, nessuno l’avrebbe compianto.
http://tv.repubblica.it/copertina/parapiglia-tra-la-russa-e-il-contestatore/43718?video
Ecco appunto Michele, quella non era casa La Russa. Il provocatore è maleducato, chi lo voleva mandare fuori in malo modo non è stato da meno. E visti i ruoli penso che forse uno dei due faceva bene a starsene seduto comodo.
Rocco Carlomagno è “un signore che si è introdotto alla conferenza in maniera illegittima esibendo una tessera della biblioteca del Senato” allo scopo di “creare problemi” (Fonte: http://tg24.sky.it/tg24/politica/2010/03/11/la_russa_spiega_diverbio_con_rocco_carlomagno.html )
Beh Annibale, io riconosco un torto a La Russa: poteva benissimo chiamare la sicurezza e far sbattere fuori il tipo invece di intervenire in prima persona. Ma anche in quel caso, si sarebbe trovata qualche scusa per puntargli il dito contro. Tutto ciò mi ricorda le vicessitudini di Paolini.
@Michele, personalmente non ho il problema di difendere il signor Carlomagno (però che cognome importante!) ma di puntare il “dito contro” all’onorevole(?) La Russa, la voglia ce l’ho. Poi mi rendo conto che se tra i ministri della Repubblica ci sono noti picchiatori d’antan, beh di cosa stupirsi?