Quando movida era solo una parola spagnola e la notte di Catania si illuminava più per i lampeggianti delle pattuglie delle polizia che per i locali alla moda, lui c’era. Mimmo Ruggeri è stato un pioniere di ciò che poi è accaduto, l’artefice inconsapevole di una rivoluzione culturale iniziata proprio nelle discoteche alle falde dell’Etna.

Mimmo non è stato solo uno dei primi disc jockey di Catania ( e certamente del resto d’Italia), è stata un’icona di un periodo ancora riservato a pochi, ma soprattutto è divenuto, attraverso la sua musica, la colonna sonora di almeno tre generazioni.

“Negli anni ’60 papà girava per i pochi locali esistenti con il complesso di cui era il cantante- ricorda Barbara, la figlia di Mimmo Ruggeri – una sera il proprietario di un night gli propose di fare un esperimento, che poi diventò la sua professione-passione, il dj. Pensate, quando iniziò non esisteva neanche la cuffia!”

Ci manca quel dj dai capelli bianche e i baffi neri, scomparso due anni fa con cuffia nelle orecchie  e un disco di funky che girava sul piatto. Ci mancano soprattutto i suoi racconti – da burbero buono – di grandi serate di una Catania che in pochi hanno vissuto.

L’idea di una serata in memoria di Mimmo Ruggeri è un omaggio non solo ad un amico, ma anche a quel divertimento genuino che si è sgretolato con il passare del tempo. Domani sera, al Ma di Catania, i disc jockey che negli anni si sono avvicendati in consolle con lui lo ricorderanno attraverso la su musica. Il modo migliore per celebrare il dj dai capelli bianchi e i baffi neri.