
30 dicembre 2011 - Licodia Eubea è un paese sotto choc per la carneficina che si è consumata in pochi minuti martedì mattina.
Tutti piangono le vite spezzate della giovane Stefania e del nonno di lei, Paolo Miano. Il clima natalizio che si respirava nella piccola cittadina calatina è ormai un pallido ricordo. Il sindaco Nunzio Li Rosi ha subito sospeso tutti i festeggiamenti e invitato i concittadini alla sobrietà.
I funerali erano previsti per oggi pomeriggio, ma sono stati rinviati a domani. Si celebrerano alle 16 nella Chiesa Madre, intanto è stato proclamato il lutto cittadino. Dolore e mestizia hanno preso il posto della spensieratezza e dell’allegria natalizia. L’atmosfera di serenità è stata spezzata, in pochi attimi, dalla furia omicida di Loris Gagliano, il giovane che non voleva separarsi da Stefania e che pur di farlo ha ucciso anche nonno Paolo, accorso nel vano tentativo di soccorrere la nipote, e ferito in modo grave la nonna, scampata miracolosamente alla mattanza.
Otto coltellate hanno colpito la ragazza. Una in meno il povero nonno, che è morto dissanguato. Una sequenza di sangue drammatica vissuta in presa diretta dalla mamma di Stefania che si trovava nella caserma dei carabinieri per sporgere una denuncia contro ignoti a seguito di un guasto sospetto all’impianto frenante del trattore di proprietà del padre. La firma sul verbale e il sangue della donna si gela non appena riconosce al telefono la voce concitata della madre che racconta ai militari la tragedia che si sta consumando sotto i suoi occhi. Pochi attimi bastano a capire che che la figlia Stefania non c’è più , che l’amato padre non ce l’ha fatta e che l’adorata madre è ricoverata in gravi condizioni in una corsia dell’ospedale di Caltagirone dove lavorano i genitori del ragazzo che le ha distrutto la famiglia.
L’arresto di Loris ha scritto la parola fine a una triste vicenda, ma ha aperto voragini nei cuori e nelle menti. Troppo difficile è contenere un dolore così grande.
Per la madre di Stefania che non riesce e mai riuscirà a spiegarsi il perché di una simile assurda tragedia. Se mai c’è un perché che può giustificare simili gesti.
Per la famiglia di Loris che in misura diversa sarà segnata per sempre dalla follia omicida del figlio. Che in carcere, dopo le prime ore di confusione e di vuoti di memoria, inizia a rivivere le immagini del film dell’orrore che lo ha visto protagonista. Piange e si dispera Loris. “Amavo Stefania più della mia vita” dice tra i singhiozzi. Parole. Per ora restano solo disperazione e dolore. E tante lacrime, difficili da asciugare.
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