fenomeno in forte crescita
Abusivismo commerciale a Catania,
è scontro tra Comune e Confcommercio

Botta e risposta tra il Comune e la Confcommercio di Catania che ieri aveva denunciato l’inefficacia dell’azione amministrativa di contrasto al fenomeno dell’abusivismo commerciale.
“Ritenere l’abusivismo – replica l’assessore al commercio Roberto Bonaccorsi – come una illegalità che investe solo l’Ente Locale, significa non voler focalizzare un problema di dimensioni sociali ed economiche imponente”.
Secondo Bonaccorsi “l’abusivismo nell’attività economica commerciale, non è illegale solo nei confronti del Comune perché privo di autorizzazione amministrativa, ma investe una moltitudine di istituzioni che devono salvaguardare la libera attività economica e la sicurezza dei cittadini”. Rivolgersi solo al Comune – continua l’assessore – che con le proprie esigue forze possa far fronte ad una attività così imponente significa (come è successo in anni non solo recenti) creare false aspettative che poi saranno disattese. Ritenere, infatti, che il Comune da solo possa farcela (indipendentemente dall’Amministrazione e dall’assessore di turno) significa non considerare il problema nella sua effettiva dimensione che è soprattutto sociale. Solo con lo sforzo congiunto di tutte le istituzioni (come è avvenuto per corso Sicilia) sarà possibile, con il tempo, arginare un fenomeno figlio di decenni di consuetudini e di un disagio sociale sempre più vasto”.
La Confcommercio non ci sta e controreplica. “Le parole dell’assessore Bonaccorsi suonano come una resa dell’Amministrazione Stancanelli” dice Francesco Sorbello aggiungendo che “avevamo ragione a parlare di intoccabili”. Secondo il dirigente dell’associazione guidata da Giovanni Saguto “il Comune, infatti, non si pone l’obiettivo di ridurre minimamente l’abusivismo commerciale”.
Sorbello suggerisce all’Amministrazione “di intervenire per singole zone o strade del centro, presidiandole giornalmente finché nelle stesse il fenomeno scompaia, per poi passare ad altre parti della città”. “Abbiamo calcolato – precisa – che basterebbero 22 uomini per agire con efficacia. Ovviamente la volontà politica deve essere chiara ed inequivocabile. Intendo dire che ad ogni operatore abusivo deve essere sequestrata tutta la merce esposta in vendita e non solo una piccola parte in modo che possa continuare le sue operazioni di vendita. Inoltre si devono sequestrare anche le attrezzature. E’ inconcepibile che in città, spesso in strade ad alta frequenza veicolare o in prossimità di incroci o rotatorie, siano installate perfino baracche e attrezzature fisse al suolo, quasi dei veri supermarket”.
La Confcommercio punta poi il dito contro “una parte della politica intende proteggere gli abusivi anche per finalità politiche”. Sono “un popolo che fa gola – accusa Sorbello - perché rappresenta un bacino cospicuo di voti, a cui forse qualcuno non vuol rinunciare. Ci appare, inoltre, scandaloso che controlli di ogni genere, specie in materia sanitaria, fiscale e tutela dei lavoratori, siano compiuti solo nei confronti dei negozianti in regola mentre nessuno degli organi di vigilanza preposti si accorge, ad esempio, delle pessime condizioni in cui versano i prodotti alimentari ed ittici venduti per strada, piuttosto che della vendita di giocattoli o occhiali che non rispettano la normativa CEE”.



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