La Wind Jet ammaina la bandiera siciliana. La compagnia low cost guidata dal patron del Calcio Catania, Antonino Pulvirenti, cambia proprietà. Ieri, è  stato firmato il contratto per l’acquisizione, da parte del Gruppo Alitalia, di attività della compagnia etnea relative al trasporto passeggeri di linea.

L’operazione suggella il progetto di integrazione avviato a fine gennaio dal consiglio di amministrazione della compagnia privata presieduta da Roberto Colaninno. Con questa acquisizione Alitalia punta a consolidarsi per fare fronte alla concorrenza di Ryanair, EasyJet e Lufthansa sui cieli italiani. E’ fuori di dubbio che con l’acquisizione di Wind Jet calerà la concorrenza. Tuttavia,  è ovvio, che da domani i passeggeri, specie quelli siciliani, avranno meno possibilità di scegliere.

“Con questa operazione – spiega una nota – Alitalia mira ad acquisire il know-how specialistico sviluppato da Wind Jet nel settore dei voli a basso costo, completando e arricchendo il proprio portafoglio di prodotti e competenze. Ciò consentirà di diversificare ulteriormente l’offerta del gruppo Alitalia, in linea con quanto già avviato con il progetto Air One, e, in particolare, di proporre al mercato una nuova e più ampia offerta, italiana e di qualità, di voli low cost”.

“Sono estremamente soddisfatto dell’accordo sottoscritto oggi (ieri per chi legge ndr) in quanto si aprono prospettive di grande rilevanza strategica per Alitalia, legate  allo sviluppo di un’offerta low cost di qualità e di grande valore per il mercato italiano”, ha commentato l’amministratore delegato Andrea Ragnetti.

Anche Pulvirenti si è dichiarato soddisfatto per un’intesa che “premia la qualità del lavoro svolto e riconosce le competenze e i risultati raggiunti in questi anni nel costruire la prima compagnia low cost italiana. Dalla Sicilia emerge ancora una volta un’azienda di eccellenza che si proietta nel panorama nazionale e internazionale”.

Fondata nel 2003, Wind Jet si è affermata come la prima compagnia low cost italiana. Ha basi a Catania, Palermo e Rimini. Nel 2011, sui 12 airbus della compagnia siciliana hanno viaggiato quasi tre milioni di passeggeri. Un dato che ha permesso a Wind Jet di occupare la sesta posizione per quota di mercato domestico (6,2% nel 2011).

Alitalia spiega che l’integrazione è “coerente con quelle recentemente annunciate da altri importanti gruppi del trasporto aereo europeo, finalizzate a rafforzare le attività nel segmento dei voli a basso costo” ed “è subordinata al buon esito di una serie di condizioni, di mercato e normative, individuate nel contratto”. Tra queste, in particolare, l’autorizzazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e il pronunciamento da parte dell’Enac per gli aspetti di competenza.

Proprio il presidente dell’Enac, Vito Riggio, non aveva lesinato critiche al progetto di integrazione giudicando “francamente poco comprensibile” l’operazione anche perché sottolineava che “non si capisce” dove l’Alitalia “possa trovare i soldi in questo momento”.

Per Riggio, inoltre, l’acquisizione riporterebbe il trasporto aereo in Sicilia in una sorta di grande monopolio nelle mani di Alitalia con le conseguenze che tutto ciò comporterebbe a partire dai prezzi dei biglietti. Il numero uno dell’Enac si era mostrato infine preoccupato anche per le ricadute occupazionali perché il problema – affermava – è capire se loro manterranno distinti i marchi e i voli, nonchè se conserveranno lo stesso organico senza procedere a tagli del personale viaggiante e non.

Da aggiungere infine che Alitalia non ha invece siglato l’accordo per l’integrazione con Blue Panorama, la compagnia privata (che ha 12 Boeing e ha trasportato circa 2 milioni di passeggeri nel 2011) che opera servizi di linea e charter intercontinentali e di corto e medio raggio con il marchio low cost Blu-Expres. Con Blu Panorama, così come con Wind Jet, sempre nel mese di gennaio la compagnia di Colaninno aveva stipulato un protocollo d’intesa.