ok da commissione finanza ad alcuni emendamenti
Call center, delocalizzazioni con garanzie
Buone notizie per i lavoratori e gli utenti dei call center catanesi. I call center che decidono di delocalizzare le attività fuori dall’Italia devono darne comunicazione 120 giorni prima al Ministero del Lavoro e al Garante della Privacy: dovranno indicare le garanzie a tutela dei dati sensibili dei clienti nel rispetto delle leggi italiane.
E’ quanto prevedono gli emendamenti presentati da alcuni parlamentari in commissione Finanza della Camera dei deputati. In pratica, i call center che delocalizzano le attività – qualora siano definiti nuovi incentivi all’occupazione nel settore – saranno esclusi dai benefici. Un altro importante elemento di novità è una norma a tutela del cliente che dovrà essere informato se la chiamata effettuata sarà gestita in Italia o in altro paese deve avere la possibilità di scelta. Inoltre chi non rispetta queste norme sarà sanzionato con una multa di 10mila euro per ogni giorno di violazione. I call center che vendono prodotti e servizi “outbound” devono essere regolati dai contratti nazionali di lavoro del settore di appartenenza.
Vito Vitale, segretario nazionale della FISTel Cisl dice:”Finalmente anche in Italia si decide a favore del lavoro e si restituisce dignità a migliaia di lavoratici e di lavoratori dei call center spinti ai margini del sistema produttivo italiano, perchè costantemente minacciati sul piano occupazionale da dissennate politiche di delocalizzazioni”. “L’approvazione degli emendamenti è una grande vittoria del sindacato unitario – aggiunge – e della FISTel Cisl che dal convegno di Palermo del 2010 ha costantemente posto il problema dei diritti dei lavoratori e la tutela del lavoro in tutte le sedi politiche e istituzionali. Il sindacato unitariamente ha saputo rappresentare in occasione del recente presidio a piazza di Montecitorio e a tutte le forze politiche che, con i processi di delocalizzazione, erano in gioco migliaia di posti di lavoro e una regolamentazione era necessaria nell’interesse del Paese e dei propri lavoratori”.
Infine Vitale conclude: “E’ un primo passo, ma l’approvazione degli emendamenti con una iniziativa politica bipartisan è la dimostrazione della capacità della nostra classe dirigente di saper scegliere il bene dei cittadini e della collettività superando qualsiasi steccato ideologico. Adesso aspettiamo di vedere concretizzata questa prova di maturità del Parlamento con l’approvazione definitiva dei provvedimenti”.
Per Alfio Giulio, segretario generale della Cisl etnea, “la vasta presenza a Catania dei call center e il coinvolgimento di tantissimi giovani lavoratori pone numerose aspettative sul completamento positivo dell’iter. L’approvazione del provvedimento aumenterebbe le garanzie di tenuta sociale e occupazionale nel territorio catanese”.
La provincia catanese è prima in Italia per numero di società: da una rilevazione presso la Camera di commercio di Catania, si contano più di 120 aziende, con circa 10mila addetti, con il 70 per cento di lavoratori parasubordinati.
eur/com



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