Novità sul caso di Vanessa Luisa Torrisi, morta a soli 22 anni a causa delle conseguenze di una caduta sul bidet.

Il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Calaciura, ha inviato il nucleo ispettivo nell’ospedale S.S. Salvatore di Paternò, per accertamenti.

“Si tratta -ha detto il direttore del Nucleo Ispettivo dell’Azienda sanitaria etnea Giuseppe Spampinato (nella foto) - di una situazione molto delicata, in considerazione del fatto che prima del decesso, sono stati effettuati diversi accessi in tre ospedali differenti: Cannizzaro, Paternò e Garibaldi. Noi non entreremo nel merito del trattamento sanitario effettuato, che sarà la Procura di Catania a verificare attraverso il medico legale, ma valuteremo solo la correttezza delle procedure effettuate nei giorni in cui la ragazza è stata trasportata al pronto soccorso del nosocomio paternese: il 6 luglio (alle ore 00.04), dove sono stati eseguiti accertamenti di tipo strumentale e clinico; e il 10 luglio (alle ore 6.23), dove è giunta in stato catatonico e dove sono stati eseguiti con tempestività accertamenti strumentali e clinici, che hanno determinato la decisione del trasferimento d’urgenza verso al Garibaldi di Catania, dotato di Rianimazione (reparto non presente presso l’ospedale di Paternò)”.

Il nucleo sta esaminando tutta la documentazione prelevata e sentirà tutti i sanitari presenti nei giorni e nei reparti interessati: “Siamo vicini alla famiglia- ha affermato Calaciura- a cui promettiamo la massima chiarezza e, in tempi brevi, l’accertamento di eventuali responsabilità“.

La famiglia della ragazza, intanto, chiede giustizia: “Mia figlia era una ragazza sana, non posso accettare che sia morta così. Chi ha sbagliato deve pagare”, ha detto il padre, Salvador Torrisi, convinto del fatto che Vanessa sarebbe morta a causa di un errore sanitario.