Per 240 posti da Ikea, fino ad ora sono stati spediti 40.000 curricula
Cassa integrazione:+46%. Ecco la realtà di Catania

La cartina tornasole della situazione si è avuta proprio in questi giorni: finalmente in Sicilia approda, a Catania, il colosso dell’arredamento svedese Ikea e, per 240 posti, fino ad ora sono stati spediti 40.000 curricula.
Come dire che il 14% della popolazione catanese (considerato che, escluso l’hinterland, la città conta circa 300.000 abitanti) ha affidato al grande centro commerciale la possibilità-miraggio di un posto fisso. Segno dei tempi, non c’è di che stupirsi, con i numeri che corrono.
Tra l’altro il capoluogo etneo, in questi ultimi anni, ha subito alcune grosse defezioni che ancora si trascinano: licenziati, già scaduta la cassa integrazione straordinaria e ancora in attesa della cassa “in deroga”, i lavoratori della Sat hanno sfilato nei giorni scorsi per una manifestazione promossa da Fiom, Fim, Uilm e Uglm per sollecitare il prefetto alla convocazione di un incontro con il curatore dell’azienda, che deve fare richiesta della nuova cassa integrazione.
“Ormai da quindici giorni – spiegano i rappresentanti delle quattro sigle sindacali – attendiamo una data e un orario per un tavolo di trattative che consenta di definire la concessione della cassa integrazione in deroga per i 147 lavoratori in mobilità, sulla quale erano già state fornite assicurazioni dall’assessore, e di riaprire con la Regione la discussione sulle soluzioni di valorizzazione del patrimonio umano e professionale dei lavoratori della Sat di Aci Sant’Antonio”.
“Questa – concludono le organizzazioni sindacali – resta per noi una vertenza-simbolo“.
E c’è ancora un’altra vertenza in atto, quella dei lavoratori della ex Cesame, che è solo la punta dell’iceberg nella disastrosa situazione occupazionale a Catania. Questo affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Villari, Alfio Giulio e Angelo Mattone.
Dispiace vederla assurgere agli onori della cronaca solo per la reazione esasperata di chi sa che per lui scadrà il 21 ottobre la mobilità in deroga senza possibilità di deroghe.
Insomma, il danno e la beffa per chi è vittima da almeno cinque anni di promesse non mantenute ma soprattutto è figlio di una terra nella quale partiti e rappresentanti delle istituzioni politiche non sanno fare fronte comune per creare condizioni di sviluppo e occasioni di lavoro vero.
Ma queste due, sono vertenze ‘simbolo’, accanto a casi di drammi silenziosi.
Le ore di cassa integrazione straordinaria di quest’anno, per crisi o ristrutturazione, ammontano al 46% in più di quelle richieste per il 2009.
E questo, la dice lunga sulla situazione del capoluogo etneo.



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