“Il dato elettorale dice che l’appoggio dato al governo Monti ha pesato moltissimo. Scarsa affluenza alle urne al secondo turno e legge elettorale che favorisce la frammentazione sono gli altri messaggi che arrivano da questo test amministrativo”. Queste le parole del coordinatore regionale siciliano del Pdl, Giuseppe Castiglione che analizza così i ballottaggi in Sicilia. “A Palermo -aha aggiunto- abbiamo dato libertà di scelta al nostro elettorato. Fermo restando il successo di Orlando che da oggi sarà il sindaco di tutti i palermitani e quindi onore a lui, c’è un dato da non sottovalutare”. “A Palermo – ha osservato Castiglione- in questo ballottaggio ha votato il 40% degli elettori. Significa che il 60% non è andato a votare, una parte ha votato Ferrandelli e, quindi, c’è una grande porzione del capoluogo siciliano che non si sente rappresentata dalla proposta politica in gioco”. “Noi sappiamo – ha proseguito- di dover lavorare molto. A Palermo, lo abbiamo detto più volte, abbiamo sbagliato candidato. Ma vorrei anche ricordare il risultato importante di Trapani. Al secondo turno -ha tenuto a precisare- il Pdl non si è apparentato con nessuno ed il nostro candidato, un esterno alla politica come il generale dei carabinieri Damiano, ha centrato un gran successo contro ‘tutti’”. “Ad Agrigento – ha concluso Castiglione- dobbiamo ammettere e riconoscere come il sindaco Zambuto sia amato dai suoi cittadini. Ci siamo coalizzati per sconfiggerlo ma rendiamo onore a Zambuto e al suo successo”.