La procura accusa anche l'ex rettore Latteri

Catania, i veleni di Farmacia Chiesti 13 rinvii a giudizio

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4 maggio 2011 -  Si riaccendono i riflettori su una vicenda che balzò all’attenzione nazionale: quella dei veleni (veri) alla facoltà di Farmacia di Catania, esattamente al Padiglione 12.

Il caso destò scalpore soprattutto per la pubblicazione del memoriale di Emanuele Patanè, il dottorando deceduto nel 2003 a 29 anni, che operò in quel laboratorio al piano terra dal 1999 al 2003. Successivamente, anche i familiari di altre undici persone che prestavano la propria opera a vario titolo nei locali della facoltà si sono rivolte all’avvocato Santi Terranova, il baffuto lentinese trasformatosi in una sorta di alfiere di questi sciagurati. Si venne successivamente a scoprire che il sottosuolo del Padiglione della Cittadella universitaria era totalmente impregnato dai versamenti dei rifiuti tossici espulsi dal laboratorio. In pratica i tubi di scolo anziché andare a confluire in un sistema fognario sicuro, scaricavano direttamente nel terreno.


Lo scandalo esplose nell’ottobre del 2008. Da allora, i sostituti procuratori Lucio Setola e Carla Santocono hanno impostato una indagine lunga e meticolosa, basata soprattutto sui riscontri dei periti.

Adesso, praticamente dal primo maggio, lo stesso Setola con la controfirma del procuratore reggente Michelangelo Patanè, ha depositato nell’ufficio del Gip Antonino Fallone la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i principali indiziati fin dall’avvio delle indagini. E cioè: Ferdinando Latteri, ex rettore dell’Università di Catania, attuale parlamentare del Mpa; Antonino Domina, direttore amministrativo dell’Ateneo; Marcello Bellia, medico competente; Giuseppe Ronsisvalle, Francesco Paolo Bonina e Giuvanni Puglisi, componenti della Commissione permanente per la sicurezza; Fulvio La Pergola, responsabile Servizio protezione e prevenzione dei rischi; Lucio Mannino, dirigente dell’Ufficio tecnico; Franco Vittorio, direttore del Dipartimento di Scienze farmaceutiche; Giuseppe Virzì, presidente della Commissione per l’aggiudicazione dei lavori di rifacimento degli impianti; Lidia Alfieri e Valeria Graffeo, componenti della Commissione; Domenico Di Franca, delegato alla redazione dei verbali.

L’indagine conclusa riguarda le accuse di disastro ambientale e gestione di discarica abusiva, nonché di omissione d’atti d’ufficio, falso e turbativa d’asta.

Entro l’estate, si svolgerà l’udienza preliminare che deciderà sul rinvio a giudizio oppure sull’eventuale proscioglimento.

Giunge così a compimento il primo troncone dell’inchiesta. Rimane ancora aperto quello più atteso e clamoroso: strage colposa.

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