“Non sono stato messo nelle condizioni di operare come è nel mio stile e siccome non ho nessuna intenzione di scaldare poltrone o percepire stipendi, lascio, e torno ad occuparmi di formazione e di consulenza aziendale”. E’ un addio polemico quello di Franz Cannizzo, che stamattina si è dimesso da assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Catania a soli due mesi dal cambio di delega deciso dal sindaco Stancanelli.

Che nel maggio del 2010 gli aveva invece affidato la guida dell’assessorato alle Attività produttive, su proposta della Confcommercio, nella cui sede stamattina Cannizzo rende pubbliche le sue dimissioni. A dare solennità all’annuncio lo stato maggiore dell’associazione dei commercianti.  Al fianco di Cannizzo ci sono infatti il presidente regionale Pietro Agen, quello provinciale Riccardo Galimberti e quello cittadino Giovanni Saguto.

L’ormai ex assessore traccia un bilancio della sua attività alle Attività produttive  “che non ha avuto eguali nella storia cittadina nel contrasto all’abusivismo commerciale, al recupero di somme non pagate in termini di occupazione di suolo pubblico, allo smontaggio di oltre 300 verande abusive che danneggiavano il decoro urbano, e al recupero di buona parte dell’ex mercato all’ingrosso di San Giuseppe La Rena”

Dopo il consuntivo la stoccata: “Non vedo nessuna continuità in questa direzione come dimostra il numero dei commercianti abusivi nelle strade cittadine fortemente cresciuto e le centinaia di attività commerciali regolari che hanno abbassato le saracinesche”, attacca Cannizzo che ricorda gli “oltre 800 tavoli di concertazione con i tecnici del’assessorato  per discutere e trovare soluzioni ai problemi , non ultimo quello di portare avanti il processo di regolarizzazione degli abusivi e lavorare con azioni forti verso una direzione ben precisa”. L’affondo finale è ancor più esplicito:  “Si è deciso improvvisamente – sottolinea l’ex assessore – di cambiarmi di ruolo, ma nella veste di assessore alle Politiche del lavoro non sono stato messo nelle condizioni di operare come è nel mio stile e siccome non ho nessuna intenzione di scaldare poltrone o percepire stipendi, lascio, e torno ad occuparmi di formazione e di consulenza aziendale”.

“Nessun attacco frontale per fare boatos da parte di Cannizzo, come ha scritto qualche giornalista” precisa il presidente provinciale Galimberti che però non può fare a meno “di far notare come la politica tende a occupare gli spazi che sarebbe meglio lasciare alle categorie produttive, che rappresentano il vero motore dell’economia”. Secondo Galimberti  “l’amministrazione comunale deve uscire dalla dimensione routinaria e dare una risposta di visione diversa e più alta della città, ci dispiace dover pensare che il sindaco non riconosca la giusta importanza e la centralità del commercio cittadino non avendo designato un assessore ad hoc ma avendo solo accorpato la delega ad altre”.

Spazio anche per una provocazione del presidente provinciale di Confcommercio sulla politicizzazione dell’Ente camerale che sarà commissariato il prossimo 11 luglio,  per scadenza dei termini di proroga delle legge, non avendo voluto, la Regione, in ben 10 mesi, completare l’iter.

“Propongo un’occupazione della Camera di Commercio di Catania – dice a sorpresa Galimberti – da parte delle imprese del territorio che costituiscono il vero motore dell’economia. La lottizzazione dell’Ente camerale non porterebbe benefici, ma mancanza di programmazione che impedirebbe la crescita”.

Ironizza Pietro Agen sulle date: ogni dieci anni un assessore comunale al commercio di matrice Confcommercio di dimette, a lui toccò nel 2002. “L’attività politica – afferma il presidente di Confcommercio Sicilia – non deve diventare un mestiere. Noi non siamo attaccati alle poltrone e facciamo politica per far crescere la città e per il bene dei cittadini. E lo dimostriamo dimettendoci”.

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