Con 23 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti il consiglio comunale, poco prima di mezzanotte, ha varato il piano di riordino del sistema delle partecipazioni societarie del Comune di Catania proposto dalla giunta comunale, al fine di adeguarlo alla Spending review che attribuisce alle amministrazioni pubbliche il compito di predisporre piani di razionalizzazione delle società controllate entro tempi fissati rigidamente.

Il sì dell’assemblea cittadina è arrivato al termine di una lunga giornata di passione, tra polemiche e tensioni. Il presidente del senato cittadino, Marco Consoli per due volte ha dovuto rinviare la seduta del senato cittadino. Sulla graticola soprattutto gli oltre mille dipendenti della Catania Multiservizi, presenti in gran massa in aula. In caso di mancata approvazione della delibera entro la mezzanotte, il contratto dei dipendenti della Partecipata che gestisce le manutenzioni non poteva essere prorogato in quanto in scadenza proprio nella giornata di ieri. Una vera e propria patata bollente, anche perchè con la cessione dell’azienda la legge prevede che i livelli occupazionali saranno garantiti per i prossimi 5 anni, ma potrebbe essere applicata una riduzione del monte ore, con conseguenti decurtazioni degli stipendi.

Secondo la delibera approvata dall’assemblea cittadina e illustrata in aula dal vicesindaco e assessore alla aziende partecipate Roberto Bonaccorsi, il Comune s’impegna a cedere con i limiti posti dal legislatore nazionale le partecipazioni di Asec Spa (49%), Amt Spa(40%), Sostare Srl(4%), lasciando dunque al socio pubblico (Comune di Catania) i poteri di controllo e attribuendo a quello privato solo la gestione operativa di queste aziende.

“Il mantenimento per il Comune – ha spiegato Bonaccorsi- delle quote azionarie riguarda solo i servizi di interesse generale strettamente necessari al perseguimento delle finalità istituzionali e di cui viene riconosciuto il vantaggio a mantenere strategicamente la partecipazione alla gestione”.

Dal piano originariamente proposto dall’Amministrazione è stata “stralciata” la posizione di Sidra Spa, sulla base di un emendamento promosso da tutti i capigruppo del consiglio comunale. La Sidra, dunque, rimane nella composizione azionaria attuale nonostante nell’originaria stesura della proposta fosse prevista la cessione del 49% delle quote per la gestione operativa della distribuzione dell’acqua potabile.

Per le altre invece si provvederà a una cessione globale, in ottemperanza a precise disposizioni di legge e prescrittive deliberazioni della Corte dei Conti che impongono un accrescimento della “virtuosità” delle azioni economico-finanziarie poste in essere dal Comune di Catania. Per questo verranno integralmente cedute le partecipazioni in società non necessarie per il perseguimento di finalità istituzionali e tra queste, in ossequio a precise disposizioni di legge sulla spendig review (art 4 D.L.95/2012 con un termine obbligatorio del 30 giugno 2013), Asec Trade e Catania Multiservizi.

Per quest’ultima azienda, con la stessa delibera, è stata approvata anche la proroga del contratto di servizio col Comune che era giunto a scadenza. Il piano prevede, inoltre, che vengano mantenute partecipazioni (tutte minoritarie) necessarie per il perseguimento delle finalità istituzionali del Comune: il 4,1 % di Acoset; il 26,1% del consorzio Ato2 Catania Acque; l’1,4 % del consorzio autostrade siciliane.

“Il piano varato oggi -ha commentato il sindaco Stancanelli- è un punto di svolta essenziale, forse anche rivoluzionario perché affronta le questioni nel loro complesso nell’interesse del soddisfacimento dei bisogni della Città e dei lavoratori che da queste scelte vengono garantiti anche perché guardano non solo all’oggi ma soprattutto al domani. Mi farò carico di incontrare tutti i dipendenti delle aziende partecipate, a cominciare dalla Multiservizi, per spiegare loro che questa impostazione è l’unica che garantisce un futuro ai livelli occupazionali e che, pertanto, va respinto fermamente ogni tentativo di becera strumentalizzazione politica. Con questa deliberazione -ha proseguito il sindaco Raffaele Stancanelli- si completa il processo di razionalizzazione e ristrutturazione avviato oltre tre anni addietro e voglio ricordare che l’Amministrazione Comunale aveva già provveduto alla dismissione e alla messa in liquidazione di ben otto aziende partecipate che erano solo un gravame per il Comune stesso, in linea a una visione moderna di funzionalità della pubblica amministrazione che portiamo avanti con serietà e determinazione contro ogni illogico tentativo di bloccare l’inesorabile cambiamento di rotta necessario anche in questo settore”.