Perdere tempo prezioso nella realizzazione di opere urbanistiche importanti sarebbe letale per la città. Così come attuare un Prg nelle segrete stanze  senza condividerlo con le forze sociali  o non vigilare sulla reale partenza dei lavori dei privati per la riqualificazione del Corso dei Martiri entro l’anno.  O innestare nuovi centri commerciali nel  Pua, il Piano urbanistico attuativo che prevede lo sviluppo dell’area tra il Porto e l’Oasi del Simeto. Tutto questo potrebbe costare  ai catanesi un ritardo nello sviluppo dell’economia e un ulteriore danno al mondo dell’edilizia dove nel 2010, secondo i dati della Fillea di Catania, si è già registrata già un perdita  di 17 milioni 800 mila euro.

E’ questo l’appello all’amministrazione comunale partito stamattina dalla Camera del lavoro di Catania, con un’ulteriore frecciata al neo assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Vecchio, affinché “dagli annunci passi presto alle azioni concrete con la messa in sicurezza antisismico degli edifici pubblici e il recupero del centro storico, anche nell’obiettivo di potenziare la presenza turistica”, come sottolinea il segretario generale Angelo Villari.

Stamattina, il gruppo dirigente della Cgil (presenti, oltre a Villari, anche i segretari confederali Luisa Albanella, Giovanni Pistorio e Giacomo Rota, e il segretario della Fillea Cgil, Claudio Longo)  si è confrontato con i consiglieri comunali del Pd Giovanni D’Avola e Francesca Raciti e il deputato regionale del Pd Concetta Raia.

“C’è il rischio che il Prg nasca già monco e non abbia una prospettiva di futuro. Non è pensabile che si parli di città metropolitana senza che nel Prg si tenga conto del rapporto con la cintura dell’hinterland –sottolinea Raia-  Si attende anche che la Regione dia il via a tutti progetti cantierabili in tempi rapidi e che  la messa in sicurezza degli edifici sia veloce ed efficace e inserito in un piano regionale”.

Anche il consigliere D’Avola insiste sull’importanza del PRG in questa fase storica: “Del Piano regolatore sappiano poco o niente, fatta eccezione per notizie non ufficiali. Eppure dovrà tenere conto anche dei cambiamenti che si imporranno nel tempo come l’accrescimento della popolazione anziana. Saranno i più vecchi ad avere bisogno di maggiore attenzione”. Per la Raciti, “L’ultimo anno di legislatura per quest’ amministrazione deve necessariamente concludersi con l’arrivo in aula del Prg. Ci auguriamo che questo arrivi in fretta”.

Il segretario  degli edili Claudio Longo ha invece segnalato l’altra questione, strettamente legata allo sviluppo delle infrastrutture catanesi: il lavoro del settore edilizio, da mesi oramai in grave calo e non solo per problemi di crisi congiunturale: “Le ore denunciate da Gennaio a Dicembre 2009 in termini di massa salariale hanno determinato una riduzione di  € 15 milioni 260 mila, pari ad una perdita dell’ 8,7 %  L’anno successivo, e cioè da Gennaio a Dicembre 2010, la perdita è di 17 milioni 800 mila, pari all’11,21 % in meno.

Per quanto riguarda invece l’anno relativo a gennaio-dicembre 2011, si registra una perdita di massa salariale di 19 milioni di €, pari al 13,50 % in meno rispetto al precedente anno.

Ma i dati più allarmanti arrivano nel primo quadrimestre del 2012, in quanto nei primi quattro mesi dell’anno si registra una perdita pari a 7 milioni e 500 € che determina un 17,50 % in meno rispetto al precedente anno. Nel corso dell’ultimo biennio 2009-2011, in Sicilia si è registrato un crollo degli appalti nel settore delle opere pubbliche,  che oscilla dal 50% al 70%, sia per importi che per numero di gare espletate. Il numero  dei lavori complessivamente portati in gara nel 2009, è stato di 661,  mentre le gare relative al 2011 sono state 372. Conseguentemente l’importo complessivo dei lavori passa dai 590 milioni di euro relativi al 2009 ai 297 milioni di euro del 2011.  Le gare d’appalto espletate in Provincia di Catania sono state  101  nel 2009 con un importo pari a 74 milioni di euro, contro le 60 del 2011 con un importo complessivo di 50 milioni di euro.

In Sicilia gravi sono state anche le ripercussioni a livello occupazionale; siamo di fronte ad una mancata assunzione di circa 30 mila  addetti nel settore, rispetto al trend registrato negli anni precedenti. A questo dato si aggiunge quello dell’Istat, che quantifica in circa 40 mila, i posti di lavoro persi nell’isola, ovviamente nei cantieri già chiusi, passando quindi dai 160 mila occupati del settore, agli attuali 120 mila. Nell’arco del triennio 2008-2011 solo in provincia di Catania, si sono persi 5200  posti di lavoro,  siamo passati dai 21.790 addetti  registrati  in cassa edile  nell’anno 2008, ai 16.610 registrati nel  2011. La massa salariale denunciata in cassa edile scende dai 186.740.000 di euro denunciati nel 2008 ai 103.960.000 di euro del 2011. Le imprese attive registrate in cassa edile passano dalle 3.850,00 del 2008 alle 3.470,00 del 2011”. (eur-com)

nella foto da sinistra: Pistorio, Rota, Longo, Villari, D’Avola, Raciti, Raia