La Cgil, la Fp-Cgil e la Federconsumatori  sono a fianco e a sostegno delle iniziative messe in campo  dal Comitato promotore per la difesa dell’ospedale di Bronte, con la consapevolezza – si legge in una nota – che il diritto alla salute  è un diritto inalienabile e che le rivendicazioni   delle comunità del distretto di Bronte  sono l’affermazione di questo diritto.

Secondo i sindacati e l’associazione dei consumatori “la chiusura ed il drastico  ridimensionamento dei piccoli ospedali previsti dalla riforma regionale ha creato giustificati allarmismi nelle popolazioni dei territori che si sono visti defraudati di quei presìdi che fino ad ora sono stati punti di riferimento essenziali per chi ha avuto necessità di ricorrere all’assistenza sanitaria soprattutto di emergenza”.

“L’allarmismo – prosegue la nota – è giustificato anche perché alla politica dei tagli non è contemporaneamente seguita l’attivazione reale delle funzioni demandate ai P.T.A. (Punti territoriali di assistenza) con conseguente deficit di offerta sanitaria nel territorio.  Tutto questo si avverte in maniera più marcata nelle estreme periferie, laddove problemi di viabilità e di collocazione orografica non consentono un facile accesso alla sanità di emergenza ed a quella ad alta specializzazione. Il distretto certamente più disagiato è sicuramente quello di Bronte che proprio per la sua collocazione montana dovrebbe usufruire di una deroga rispetto alle decisioni di ridimensionamento già assunte”.

Per Cgil, Fp-Cgil e Federconsumatori  è indispensabile” il mantenimento in vita dell’ospedale che seppur piccolo rimane l’unico presidio di salute fino a quando il territorio non sarà messo nelle condizioni di offrire le necessarie prestazioni sanitarie, mantenendo altresì, le professionalità mediche e paramediche esistenti”

“Ci pare fra l’altro contraddittorio – scrivono ancora – il comportamento di chi da un lato effettua i tagli e dall’altro procede con gare d’appalto dal costo di decine di milioni per il potenziamento della struttura ospedaliera.  Altrettanto grave riteniamo la demagogia di chi dopo essere stato protagonista negli ultimi decenni degli sprechi in sanità che hanno portato la Regione ad uno stato quasi fallimentare, si erga oggi a “moralizzatore” dei bisogni sanitari dei cittadini. Sono gli stessi personaggi che nei governi cui hanno fatto parte hanno creato un sistema di accreditamento e convenzioni con le strutture private di cui oggi stiamo pagando le conseguenze. E sono ancora gli stessi personaggi che hanno basato le loro fortune elettorali utilizzando la sanità come un loro feudo, basandosi non sul merito e sull’organizzazione, ma sulla fedeltà politica”.