Sono 130 gli operai e 20 i tecnici specializzati impegnati nei lavori di riqualificazione dello scalo etneo di Fontanarossa. Dal 5 novembre scorso, all’aeroporto di Catania i lavori procedono h 24, 7 giorni su 7, mentre il traffico aereo è stato spostato sulla base militare di Sigonella, a due passi da Lentini grazie a un accordo fra Aeronautica Militare ed Enac.
Si tratta del primo caso in Italia di un aeroporto militare utilizzato per fini civili per un periodo tanto lungo, 30 giorni, e ciò ha garantito la la continuità territoriale al bacino di Fontanarossa, il più grande aeroporto della Sicilia e del Sud Italia con quasi 7 milioni di passeggeri l’anno.

Positivo il bilancio delle prime due settimane dall’inizio dei lavori: superate le criticità manifestatesi nei primi giorni, il sistema ha trovato un suo equilibrio e si è recuperato sui tempi di attesa ai check-in e di riconsegna dei bagagli, attestati in media tra i 15 minuti (nel 90% dei casi), fino a un massimo di 30.

Da Sigonella sono transitati fino a domenica 18 novembre 104.529 passeggeri, oltre settemila al giorno. Intanto da oggi è stata riaperta a Fontanarossa la “sala vip” della società di gestione dello scalo, Sav, nell’area delle partenze. I lavori, per un importo di quasi 20 milioni di euro, riguardano principalmente la riqualifica strutturale e funzionale della pista di volo, usurata da 50 anni di uso e bisognosa di interventi per adeguare la portanza della pavimentazione e del sottofondo all’incrementato traffico aereo.

Altri interventi in “air side” riguardano adeguamenti infrastrutturali dei raccordi esistenti, riqualifica della portanze nelle strip laterali di sicurezza della pista di volo della pavimentazione delle testate di pista. Nel caso della pista, dopo la fresature della pavimentazione, la stabilizzazione con bitume schiumato e cemento e la posa del geotessile, si procede adesso alla posa di conglomerati bituminosi (in fase avanzata di realizzazione, 65%), degli impianti elettrici e, per finire, con la segnaletica.

ve.fe