Nel febbraio scorso era partita da Benin City, in Nigeria, poi il lungo viaggio fino alla Libia ed infine la traversa in mare per arrivare in Italia dove è approdata in aprile. E’ la storia – purtroppo comune a tante – di una ragazza nigeriana sbarcata a Catania con altri 431 migranti, che era finita nel mirino di una donna che l’avrebbe fatta prostituire.

Per questa triste vicenda sono stati arrestati dalla polizia Godwin Osariemen, nigeriano di 21 anni arrestato a Caltagirone e Doris Osaheruwumen, conosciuta come Anita, bloccata ad Imola. La donna, 28 anni, anche lei nigeriana sarebbe la ‘madame’ che avrebbe poi portato sulla strada la giovane connazionale.

I poliziotti sono riusciti a ricostruire la vicenda già poco dopo lo sbarco della ragazza che ha raccontato dell’opportunità di arrivare in Italia dove avrebbe dovuto lavorare per una donna per aiutare la famiglia d’origine che versa in condizioni di povertà. Come in altri casi scoperta della polizia, anche in questa circostanza la giovane era stata sottoposta ad un rito voodoo che l’aveva assoggettata alla ‘madame’ alla quale avrebbe dovuto corrispondere 40.000,00 euro, ‘altrimenti sarebbe morta’.

I poliziotti si mettono sulle tracce della madame e dopo averla individuata scoprono che la donna aveva dato ordine a Godwin Osariemen di ‘prendere in possesso’ la ragazza.

E’ singolare la figura di quest’uomo. Secondo gli investigatori il nigeriano sarebbe giunto in Italia grazie al contributo della madame ed ai suoi contatti con i connection men libici ed avrebbe effettuato tutto il viaggio con il compito di controllare la ragazza: un “Trolley man”, che si è imbarcato per l’Italia, ma solo dopo essersi accertato dell’effettiva partenza della giovane.

E’ al Cara di Mineo dove la ragazza ed il nigeriano poi arrestato si incontrano. In particolare, Osariemen veniva incaricato dalla madame di controllare la ragazza all’interno del centro, coordinare e curare il suo trasferimento ad Imola dove avrebbe incontrato poi la donna.

La ragazza viene completamente assoggetta, anche con delle minacce, ma fortunatamente è intervenuta la polizia che ha rintracciato la giovane ed arrestato la madame ed il giovane ‘trolley man’.
I due si trovano rinchiusi nelle carceri di Caltagirone e Bologna.