il campionato di carlo vizzini
Derby di Sicilia, ha vinto il pubblico
Un punto d’oro, un Palermo fragile, in grande difficoltà a trovare equilibrio tra i reparti e un Miccoli capitano senza paura che ci mette il cuore.
Questa la sintesi di un pomeriggio, cominciato con il cuore dei tifosi del Palermo che batteva a mille nel guardare la propria squadra, che in casa non vince dal 19 febbraio, in grande fronte ad un Catania arrembante, veloce, con un bel gioco, che giocava a tutto campo, creando molteplici occasioni da gol. E infatti, al 25′, i rossazzurri passavano con merito in vantaggio, cacciando il Palermo nell’incubo della lotta per non retrocedere.
I rosanero non riescono mai a ripartire di fronte alla guardia inesorabile di Lodi e Almiron, che presidiano un centrocampo imperforabile per gli sterili tentativi del Palermo. La porta di Carrizo resta sempre sicura e lontana.
Per nostra fortuna, all’inizio del secondo tempo il capitano, uomo di cuore e grande dignità nell’onorare la maglia, alla prima ed unica occasione di contropiede non perdona e trafigge il non incolpevole Carrizo, con uno splendido tiro sul primo palo.
Il cuore dei tifosi torna al battito normale e molti sperano nel raddoppio, ma la partita si spegne lentamente di fronte al fatto che, abbandonati i sogni di gloria, il pareggio sembra appagare tutti.
Il Palermo sembra correre di più, ma senza idee e con crampi da stanchezza che colpiscono più di un giocatore del Catania. Così il pareggio premia il cuore rosanero e lascia rimpianti ad un Catania che, nel primo tempo, aveva impressionato tutti. Chi davvero vince è il pubblico.
Due tifoserie impeccabili che mostrano quanto uno sport non possa uscire dai suoi limiti per diventare guerriglia, come capita altrove. Chi viene rimandato ad altra occasione è il presidente Zamparini, il quale, in un sol colpo, dice la verità sul non arrivo dei tanto decantati Arabi (con un alibi tra il patetico e il ridicolo) e contemporaneamente annuncia l’acquisto di Dybala (del quale non so molto) ma non dice chi andrà via, anche se appare chiaro che la permanenza di Hernandez è ormai difficile.
Come sempre, inoltre, chi dovrà allenare i rosa nella prossima stagione non avrà possibilità di condividere le scelte di mercato, ma dovrà supinamente accettarle. C’è stanchezza tra i tifosi e le presenze del derby lo dimostrano. Attento presidente, nessuno qui ha l’anello al naso!



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