il processo ai lombardo
Ecco cosa potrebbe accadere
Manca solo l’ufficialità, ma il processo per reato elettorale ai fratelli Raffaele ed Angelo Lombardo, rispettivamente governatore e parlamentare del Mpa, di fatto si è concluso stamattina quando la procura della Repubblica ha contestato ai politici l’aggravante mafiosa prevista dall’articolo 7.
Con il nuovo capo d’imputazione viene meno la competenza del giudice monocratico, Michele Fichera che oggi si è limitato a dire: “Ho a disposizione poco spazio”, deciderà il prossimo 19 luglio, facendo intuire che il processo istruito quattro mesi fa non ha più vita. Occorrerà notificare formalmente la contestazione dell’aggravante mafiosa anche ad Angelo Lombardo che oggi, a differenza del fratello, non era presente in aula.
Dopo la contestazione dell’aggravante mafiosa sul reato elettorale, però, si potrebbe andare verso l’unificazione dei due procedimenti nati da stralci dell’inchiesta antimafia “Iblis” che coinvolgono il presidente della Regione siciliana e il fratello. Il prossimo 28 giugno, intanto, si terrà l’udienza preliminare per decidere sull’imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato a carico dei due politici.
Oggi in aula è stato lo stesso avvocato di Raffaele Lombardo, il professore Guido Ziccone, a dire che, vista la giurisprudenza che il legale “non condivide perche’ viola il diritto del processo”,adesso “occorre una collaborazione tra difesa e accusa per avere un solo processo sugli stessi fatti. Un processo in cui – ha proseguito Ziccone- il presidente dimostrerà la sua assoluta innocenza e estraneità alle accuse”.
Dall’altra parte anche per il procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro la “possibilità di riunificare il processo potrebbe rispondere agli interessi di tutti”.



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