Settori a rischio Credito, Poste e Fiat di Termini
Emergenza esodati
In Sicilia 2 mila a rischio

Credito e Poste i settori piu’ a rischio, poi c’è l’ex Fiat di Termini Imerese. Tremano circa 2.000 lavoratori di imprese private in Sicilia: dall’1 gennaio 2013 potrebbero non ricevere piu’ un salario ne’ percepire la pensione,dovendo inoltre pagare da soli i contributi previdenziali. In pratica gli “esodati” frutto delle ultime riforme previdenziali. Non finisce qui. Perché ci sono altri 500 che hanno usufruito di incentivi all’esodo e rischiano di trovarsi nelle stessa situazione.
Sono i numeri forniti questa mattina nel corso di un incontro a Palermo dall’ufficio tutela dei consumatori e degliutenti guidato da Maria Castri. I settori piu’ colpiti sono quelli del credito (circa 650 lavoratori) delle poste (600). Ma il calderone comprende anche i lavoratori dello stabilimento ex Fiat (altri 500 circa). Secondo i legali i lavoratori esodati potrebbero richiedere la nullita’ dell’accordo, secondo il principio della presupposizione, viste le mutate condizioni legali dal momento in cui sono andate in pensione, arrivando ad ottenere anche il reintegro del posto di lavoro. Un nuovo costo, dunque, che ricadrebbe sulle aziende e i datori di lavoro.
“Siamo ancora in alto mare perché non si ha contezza dell’esatto numero di persone che si trovano in questa situazione e le cifre variano di giorno in giorno”, ha detto la Castri. “La Regione siciliana subisce questa tematica perché è una materia sottratta dalla nostra potesta’ legislativa. “Tra i lavoratori della Regione non ci sono esodati perchè si applica una altro tipo di normativa – ha aggiunto – anche se nei nostri uffici sono arrivate diverse istanze e richieste di intervento da lavoratori del settore privato”.
“E’ una riforma che ha creato problemi di diritto transitorio”, ha spiegato l’avvocato Achille Gattuccio, legale che ha seguito la vicenda dei lavoratori della Sicilcassa. “Siamo di fronte a lavoratori che hanno acquisito certi diritti e che invece si è trovata scoperta perchè è cambiato il quadro legislativo e le attese che, non come voleva qualche autore erano solamente aspettative ma diritti maturati, sono stati posti nel nulla”. “Con il problema degli esodati – ha aggiunto – sta accadendo il contrario di cio’ che si afferma nelle norme di principio costituzionale e in quelli comunitari”.
Due le vie d’uscita, secondo Gattuccio, “o fare valere presso i giudici ordinari i principi della presupposizione o andare, attraverso azioni collettive, a impugnare questo provvedimento ministeriale se questo testo si pone in contrasto con i principi comunitari e costituzionali”.
“Non sono possibili azioni collettive in senso proprio”, ha spiegato Alessandro Palmigiano, avvocato esperto in diritto dei consumatori, “ma nulla toglie che si possa fare un’azione collettiva impropria come un ricorso collettivo da parte dei lavoratori della stessa azienda”. L’idea per potere scardinare “fermo restando una analisi caso per caso”, e’ quella dell’istituto della presupposizione creato dalla giurisprudenza. “L’esempio classico – ha spiegato Palmigiano – e’ quello del Palio di Siena. Si acquista una terrazza per vedere il Palio quel particolare giorno. Ma se viene meno il Palio per qualsiasi motivo il contratto puo’ essere annullato perche’ viene meno il pressuposto per cui il contratto e’ nato. E questa potrebbe essere la strada”.
L.A.



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