
31 gennaio 2012 - Forti, determinate coraggiose. Libere da schemi e convenzioni. Le loro storie sono emblematiche della presa di coscienza, e della rottura con quanto c’è stato prima. Da sole o attraverso esperienze collettive, sono molte le donne che hanno scritto le pagine più significative della storia italiana.
A Catania, vengono celebrate con “Le donne che hanno fatto l’Italia”, la mostra ospitata dal 3 febbraio all’8 marzo presso il Museo Civico “Castello Ursino” della città etnea. L’esposizione, organizzata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ripercorre la vite e le conquiste di grandi donne italiane attraverso dipinti, foto, filmati, documenti, abiti, giornali e cimeli. Negli anni in cui si perseguiva faticosamente l’unità d’Italia, l’operato di queste donne ha contribuito alla maturazione di una coscienza sociale, giuridica e politica profondamente mutata.
Piccole e grandi ma indubbiamente intense battaglie condotte su tutti i fronti del panorama culturale, ideologico e scientifico nel quale le donne si sono distinte, è lunga la lista di nomi annoverabili: Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini, le uniche due donne italiane premiate con il Nobel, Bice Lazzari e Carla Accardi in ambito artistico, Anna Maria Mozzoni, pioniera dell’emancipazione femminile in Italia e della lotta per il diritto al voto delle donne. O ancora: Franca Viola, la prima donna ad aver rifiutato, nel 1966, il matrimonio riparatore.
La mostra è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Unità Tecnica di Missione, dal Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dal Comune e dalla Prefettura di Catania in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
Il percorso espositivo è articolato in cinque sezioni: in Le Donne del Risorgimento italiano, vengono raccontate le figure di alcune protagoniste della storia risorgimentale, come Adelaide Bono Cairoli e Clara Maffei. Le Protagoniste è la sezione dedicata alle donne che hanno contribuito al progresso evolutivo del Paese, come Maria Montessori e Matilde Serao. Nella sezione Le Prime si ripercorre la storia d’Italia attraverso date, nomi ed esperienze di donne che hanno conquistato, per prime, diversi settori della vita del Paese: dalla politica alla società, passando per lo sport e l’arte. Donne insieme descrive i grandi movimenti femminili che hanno determinato lo sviluppo economico del Paese, basti pensare alle Mondine e alle Tabacchine. La sezione Donne e Arte, infine, rende omaggio alla principali artiste italiane: diversi i nomi e i movimenti artistici coinvolti, dall’espressionismo della Scuola Romana all’astrattismo, passando per il pop e l’Arte Povera.
Fra le curiosità in esposizione, il casco che Oriana Fallaci usò in Vietnam, i primi microscopi di Rita Levi Montalcini, foto e documenti su Emanuela Loi, morta nella strage di via D’Amelio, la prima donna poliziotto vittima di una strage di mafia.
Il coordinamento e la direzione generale sono di Alessandro Nicosia con la consulenza scientifica di Marco Pizzo ed Emanuele Martinez per le sezioni “Le Donne del Risorgimento italiano” e “Donne insieme”; Miriam Mafai per le sezioni “Le Protagoniste” e “Le Prime”; Lea Mattarella per la sezione “Le Donne e l’Arte”.
L’esposizione, proveniente dal Museo del Vittoriano di Roma, verrà inaugurata giovedì 2 febbraio (dalle 16,30) alla presenza di Giuliano Amato, presidente del Comitato dei Garanti per le Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
La mostra sarà visitabile ad ingresso gratuito da lunedì a sabato, ore 9.00-13.00; 14.30-19 e la domenica ore 9.00-20.00. Per ulteriori informazioni: 095. 345830
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ma ritirate il presidente che è cerebroleso perchè solo un cerebroleso può fare ritirare un uomo e campione vero come...
La voglio vedere tutta nel caso in cui vince Orlando, con l'IDV contro Monti, chi glieli deve dare i soldi al professore...
Era ora... il pesce dopo 'nu poco puzza....
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