“Non si respira un’aria di serenità. Tutt’altro. Il clima è piuttosto teso e si nota una grande discrepanza. Ieri, chi ha vinto le elezioni, ha dovuto ricorrere ai voti di Nello Musumeci. Il Pd ha dovuto chiedere i voti a Musumeci, piuttosto che ai colleghi di Firrarello e Castiglione, per raggiungere i livelli di maggioranza. Ciò vuol dire che la politica siciliana trova già dall’inizio di questa legislatura i suoi momenti di grande contraddizione. L’incertezza, insomma regna sovrana”. Queste le impressioni nel ‘day after’ all’insediamento all’Ars del riconfermato parlamentare regionale Dino Fiorenza, esponente del Partito dei siciliani.

Chiaccherando con BlogSicilia, il politico etneo, sottolinea che il neo Presidente dell’Assemblea, l’Udc Giovanni Ardizzone “è un buon deputato e mi auguro sia un buon Presidente imparziale. Noi non lo abbiamo votato preferendo votare scheda bianca. Il Pds è un partito che valuterà e voterà di volta in volta, con le mani libere e sgombre da qualunque rapporto precostituito, le proposte. Se quest’ultime dovessero ad esempio arrivare dal M5S e le valuteremo come utili per la nostra terra, le appoggeremo. Saremmo quindi svincolati da accordi ‘preconfezionati’”.

A proposito di Partito dei Siciliani, alla luce delle recenti defezioni, Fiorenza ammette che il Pds “ha bisogno di una fase di rigenerazione che sta già avvenendo con lo svecchiamento ed il ricorso alla rete. Sulle defezioni dico che spiace sempre. Dietro ogni perdita c’è sempre una motivazione, più o meno chiara, ma non mi sento di giudicare nessuno. Voglio però sottolineare che accanto a tali defezioni, assicuro che ci sono stati tanti nuovi ingressi nel partito sicilianista e non più autonomista. Sì, sicilianista. Il Pds -tiene ad evidenziare Fiorenza- non è il Movimento per l’Autonomia che è un capitolo chiuso”. “Il Pds -continua- è un partito nuovo, rinnovato. Vedremo ora le cariche che verranno fuori dal congresso virtuale e partecipativo del 22 dicembre con tantissimi giovani interessati a questo nuovo percorso che, certo, avrà bisogno di tempo”.

Sull’importanza anche ‘strategica’ del suo partito, Fiorenza afferma infine che il “Pds serve a tutti. Anche alle opposizioni. Le spiego: nelle trattative romane, il nostro Presdidente della Regione potrà dire, ad esempio, di essere pressato da un partito sicilianista e se non si otterrà un determinato obiettivo ‘questi mi staranno alle calcagna’. In tal senso, il Partito dei Siciliani, mi creda, serve a chiunque nel panorama politico nazionale…”.