
20 gennaio 2012 - Inizia la seconda fase, dai contorni meno definiti ma anche meno duri, della protesta di “Forza d’urto” in Sicilia.
A mezzanotte gli autotrasportatori dell’Aias toglieranno i presidi dagli snodi cruciali dell’Isola, al termine di cinque giorni di blocchi e cortei che hanno stremato l’Isola, ridotto drasticamente le scorte di carburante negli impianti di distribuzione e svuotato gli scaffali di molti supermercati.
Il leader dell’Aias Giuseppe Richichi aveva annunciato altri cinque giorni di blocchi, probabilmente sotto la pressione dell’ala dura del movimento, ma la questura di Catania lo ha smentito.
Da domani il ruolo guida lo assumera’ ulteriormente il Movimento dei forconi che ha inviato informative alle questure sulle nuove proteste che si intendono mettere in campo con presidi che saranno meno rigidi. Il quadro non e’ omogeneo, perche’ non tutti gli uffici di polizia hanno dato il loro assenso. La protesta, quindi, continuera’ a macchia di leopardo e con forme piu’ soft.
“Ci hanno inviato un’informativa sulle nuove modalita’ di protesta – spiegano dalla questura di Palermo – diverse da quelle attuate sino a questo momento”. Una mobilitazione, aggiungono le stesse fonti, che “e’ prevista che vada avanti fino al 27″.
Ci sara’ un allentamento, garantendo il rifornimento di carburante, i beni di prima necessita’ e i servizi essenziali: “Altrimenti rischiamo di distruggere il consenso creato in questi giorni”, sottolineano i responsabili dei ‘Forconi’”.
In questo senso, ad esempio, si e’ chiuso anche il vertice alla prefettura di Caltanissetta dove un accordo e’ stato siglato fra il prefetto Umberto Guidato e i rappresentanti del comitato “Forza d’Urto” e il Movimento dei forconi. I manifestanti hanno garantito peraltro che consentiranno, al petrolchimico di Gela, il regolare accesso ai lavoratori turnisti, scongiurando cosi’ un fermo degli impianti.
Analoghe informative sono state inviate dai responsabili del movimento alle altre questure dell’Isola, ma dinieghi, a quanto si apprende, sono arrivati da quelle di Messina e Catania, cioe’ dove piu’ forte e’ stata l’onda d’urto del movimento. Movimento che resta diviso tra ‘falchi e colombe’; e anche nella componente dei ‘Forconi’ la dialettica e’ forte.
Mercoledi’ e’ previsto l’incontro tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti. I due oggi si sono sentiti e il governatore si e’ detto ottimista sull’esito della vicenda. Alla trasmissione “Otto e mezzo” il premier ha parlato di “fenomeni gravi e preoccupanti”. E a quell’appuntamento i padroncini e gli agricoltori non vogliono arrivare in disarmo. Ecco perche’ i presidi, seppure meno duri, continueranno. Nella bozza del decreto infrastrutture all’esame del Consiglio dei ministri sono state previste misure a sostegno dell’autotrasporto. La norma prevede un anticipo del recupero delle accise per gli autotrasportatori. Salta inoltre il tetto dei 250mila euro per le compensazioni dei crediti d’imposta.
Per Richichi “misure ancora insufficienti. Il nodo reale resta il costo del gasolio che va defiscalizzato come gia’ avviene del resto per i pescatori e gli agricoltori. E poi, ci aspettavamo l’abbattimento del costo del traghetto o dei pedaggi autostradali”.
“Dopo cinque giorni di protesta – scrive su Facebook Massimo Morsello, responsabile del Movimento dei Forconi – con circa 100 presidi in tutta l’Isola, che hanno sicuramente creato disagi tant’è che in Sicilia i rifornimenti non hanno più carburante e i supermercati sono sprovvisti di generi alimentari – vista anche l’apertura del Presidente Lombardo che si è impegnato ad affrontare il governo nazionale mercoledì 23 gennaio per affrontare la questione Sicilia – il Movimento dei Forconi assieme agli autotrasportatori continuerà nella protesta fino a venerdì 25 gennaio nei presidi prestabiliti non creando intralci alla circolazione nè tanto meno all’approvviggionamento di merce di prima necessità”.
“Occorre in questo momento – aggiunge Morsello – dare visibilità in tutto il mondo alla grande responsabilità che tutti i siciliani hanno in questo momento difficile in cui si trova non solo l’economia dell’Isola ma anche le famiglie e le aziende di saper soffrire e avere fiducia nelle istituzioni chiamate a un compito difficile, quello di ridistribuire il reddito partendo dallo sviluppo delle aziende”.
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ok ai cinque giorni di proteste ke ci hanno messo in ginokkio, ma adesso basta non puoi danneggiare altre imprese per la tua giusta causa perche’ se domani sistemano loro ma per farlo loro hanno danneggiato molti altri, imprese dipendenti di questi, e a loro volta questi dicono ok adesso blokkiamo noi loro che succederebbe??? ve lo lascio immagginare….. a Roma bisogna andare a fare i blokki poveri noi e la nostra sfortunata regione……
dobbiamo andare a Roma! Basta cosi stiamo distruggendo l’economia agricola siciliana ve ne rendete conto??
Il commercio d’arance in questo periodo è molto importante essenziale per l’economia siciliana basata per il 90% sulla cura delle arance se continuiamo cosi rischiamo un blocco economico per tutto quest’anno!
Basta vi scongiuro!