C’è chi li chiama già i tre tenori, riferimento musicale ai grandissimi della lirica, ma il terzetto pentastellato che sta girando la Sicilia canta davvero con un’assonanza perfetta.

Se al candidato Giancarlo Cancelleri viene giustamente riservato il ruolo di fustigatore dei ‘cattivi costumi’ in voga nell’Isola, Di Maio e Di Battista si dividono la scena parlando di politica e programmi nazionali senza pestarsi i piedi e soprattutto fornendo l’assist all’uomo in corso per Palazzo d’Orleans.

L’esecuzione funziona durante i comizi e anche in tv. Stamani, ad esempio, è toccato a Cancelleri parlare di Sicilia durante la trasmissione de La 7 ‘Omnibus’.

Il deficit della Sicilia è di 5,8 miliardi e l’ha fatto chi chiama il M5S inesperto. Se andremo al governo la prima cosa farò è chiedere una due diligence alla Corte Conti, così scopriremo chi ha mentito ai siciliani e a quel punto, la porta della Procura è proprio accanto alla Corte dei Conti e lì porterò i libri…“, ha detto il candidato M5S alla presidenza della Regione.

Cancelleri ha poi ribadito che tra i primi atti in agenda ci sarà quello di chiedere “di diventare commissario straordinario agli sbarchi: dei porti siciliani – ha sottolineato – devono decidere i siciliani. Oggi la regione è la porta d’ingresso del flusso degli immigrati. Piangiamo i morti, capiamo il disagio, ma la situazione è intollerabile e noi oggi non abbiamo nemmeno voce in capitolo mentre a Roma i ministri litigano e non trovano soluzioni”.

Ieri sulla stessa rete, ma in un’altra trasmissione ‘In onda’, è intervenuto (con gli altri due) Luigi Di Maio che alla domanda su possibili pacchetti di voti portati dalla mafia ha rilanciato: “Noi siamo molto radicati sul territorio in Sicilia e il Movimento non si è mai fatto scrupoli ad allontanare chi ha cattive intenzioni. Avremo gli occhi aperti sulle infiltrazioni. Poi abbiamo due regole che respingono quest’ipotesi: devi essere incensurato per candidarti e devi avere fatto al massimo 1 mandato per ricandidarti”.

E alle sue parole, secondo uno schema che appare collaudato, Alessandro Di Battista sottolinea come anche il sistema di “autofinanziamento” faccia da deterrente alle contaminazioni.

Stamani proprio ‘Dibba’ ha commentato il corteggiamento di centrosinistra e centrodestra ad Angelino Alfano in atto sia in Sicilia che a livello nazionale:  “I partiti si litigano Alfano. Pensa a che livello di disperazione sono arrivati..”.

Secondo l’esponente M5S la questione dei “tentativi di alleanze in Sicilia è diventata merce di scambio per esperimenti politici da mettere in pratica su scala nazionale”.

ELEZIONI IN SICILIA ECCO IL SONDAGGIO