“Si tratta di una vera e propria rivoluzione di rigenerazione urbana per Catania che darà lavoro al comparto dell’edilizia ma anche a tanti artigiani. E’ un grande progetto per la città e sono contento che tutti lo abbiano a colto come un fatto positivo”.

Così il sindaco di Catania Enzo Bianco ha presentato lo “studio di dettaglio delle tipologie edilizie in Centro Storico”; in variante alle norme di attuazione del Piano Regolatore Generale.

Con questa variante l’Amministrazione comunale utilizza la legge regionale 10 luglio 2015, n. 13, con la quale sono state promulgate le norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici, con la finalità di semplificare le procedure, favorire la valorizzazione e la rivitalizzazione economica e sociale dei centri storici, incentivare la rigenerazione delle aree urbane degradate.

Oggi il secondo di questi impegni, la variante, è stato onorato. – continua Bianco – Abbiamo censito in questi mesi la quasi totalità degli immobili dei centri storici della città: di quello settecentesco, di quello ottocentesco, di quello novecentesco, di quello di San Giovanni Galermo, ed anche quello di zone degradate come San Cristoforo e piazza Palestro. Completato questo censimento abbiamo classificato gli immobili. Tutto questo comporta una rigenerazione urbana di straordinario livello, in piena sintonia con la Soprintendenza, il Genio Civile e gli ordini professionali”.

“Una rigenerazione senza cementificazione ma che punta alla qualità degli immobili, con il recupero del centro Storico  – ha detto l’assessore Di Salvo -. Grazie alla partecipazione attiva di tutte le componenti sane della città si è potuto concretizzare un risultato importante. Gli uffici dell’Urbanistica hanno svolto un lavoro straordinario”.

Il sindaco Bianco ha poi ricordato ancora una volta che le due grandi strutture ospedaliere presenti nel centro storico, il Vittorio Emanuele e il Santa Marta, diverranno rispettivamente un campus universitario e un importante centro di servizi sociali.

Per il Santa Marta si prevede l’abbattimento dell’opera in cemento che da anni copre l’edificio storico.

Altro importante aspetto del progetto generale sarà l’abbattimento del muro doganale e dunque la completa apertura del porto alla città.

Catania, tuttavia, è ancora senza Prg nonostante lo strumento urbanistico si fosse affacciato in Consiglio comunale alla fine della scorsa consiliatura. L’attuale amministrazione ha affermato (anche oggi) di immaginare un Prg metropolitano, ma proprio alcuni giorni fa l’assessore regionale al Territorio, Maurizio Croce, ha rivelato di avere chiesto delle verifiche.

“Se emergeranno ritardi a norma di legge si procederà ad una diffida come fatto per Palermo”, aveva detto a BlogSicilia il giorno dopo il commissariamento per il Prg del capoluogo siciliano aggiungendo che “non si può pensare che si utilizzino due pesi e due misure in virtù della grandezza del Comune o del nome di chi ne è alla guida”.