
16 dicembre 2010 - Cresce l’Associazione degli industriali di Catania, la più importante e nutrita del meridione, nonostante tutto: la crisi mondiale e soprattutto la politica, nazionale e regionale.
È questo il succo dell’assemblea annuale di Confindustria Catania (nella foto la platea) tenutasi oggi in pompa magna alla Camera di commercio per celebrare tre ricorrenze messe assieme: i 100 anni di Confindustria nazionale, gli ottanta dell’associazione catanese e i quaranta del Gruppo Giovani industriali.
Il moto di orgoglio del presidente in carica Domenico Bonaccorsi di Reburdone, si traduce nelle cifre: 505 imprese iscritte con 876 stabilimenti fra Catania e provincia; ben 24.549 dipendenti; un fatturato alla produzione, riferito alla alle sole imprese locali di 2,25 miliardi di euro, che diventano 6,5 col fatturato stimabile delle imprese nazionali che operano qui.
Ma gli strali di Bonaccorsi e del vicepresidente regionale Giuseppe Catanzaro, intervenuto al posto dell’atteso Ivan Lo Bello, sono puntati tutti sulla politica, nessuno escluso: sulla difficoltà di fare impresa in Sicilia, sugli ostacoli ed impedimenti; sulla mancanza di credito: soprattutto sull’assenza di una strategia complessiva che punti sullo sviluppo economico ed industriale.
È “il trionfo dell’immobilismo”. La stessa stabilizzazione dei precari votata dall’Ars è una mossa forse dovuta, ma che sicuramente non produrrà ricchezza.
“Le aziende – ha rimarcato Bonaccorsi – alle prese con una crisi senza precedenti negli ultimi 50 anni, hanno dovuto misurarsi non solo con il mercato, ma anche con difficoltà di approvigionamento del credito, e con una sostanziale turbolenza di governo, regionale e nazionale, che ha ulteriormente rallentato ogni ipotesi progettuale, costringendo le nuove imprese a navigare a vista”.
Alla Regione viene contestato il ritiro di alcune importanti riforme a costo zero, quali quella dei Consorzi Asi e della semplificazione economica, che pure erano in agenda del presidente Lombardo fra i punti principali.
L’occasione dell’assemblea annuale è servita anche alla presentazione di un prezioso volume dal titolo semplice ma dal sostanzioso contenuto: “Confindustria a Catania: uomini e imprese”, dove c’è praticamente tutto: dagli albori delle prime imprese dopo l’unità d’Italia, ai programmi ed organigrammi attuali.
Un’operazione monumentale curata da Simona Caltabiano, Serena Collura, Paola Dettori, Carmelo Di Stefano, Angelo Margarine, Claudia Pisani e Salvatore Pulvirenti, sotto l’occhio attento del direttore di “Imprenditori oggi” Patrizia Mazzamuto e del direttore generale dell’associazione di Viale Veneto Alfio Franco Vinci.
Eletti anche i probiviri: Lorena Virlinzi, Enrico Galeani, Rosario Leonardi, Vincenzo Gibiino, Pierfrancesco Jannello, Fabio Belluomo. Revisori dei conti Fulvio Castelli e Fabio Carniglia.
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