
9 febbraio 2012 - Beni dal valore incommensurabile che rischiano di scomparire, sebbene siano preziosi scrigni di testimonianze storiche, artistiche e culturali, silenziosi narratori del nostro passato. Ma l’incuria non perdona: numerosi siti storici e artistici della Sicilia sono in pericolo.
Un’evidenza sotto gli occhi di tutti. “Non si può più stare immobili ad aspettare e poi recriminare su possibili crolli. Sarebbero solo lacrime di coccodrillo. Perché non si dà seguito alle indicazioni della Carta del Rischio, elaborata dal Centro regionale del Restauro? Perché si continua a tenerla nel cassetto? Lì ci sono precise indicazioni su come intervenire. In questi giorni si parla tanto dei fondi europei, si utilizzino per interventi di manutenzione e consolidamento”. Questa la dichiarazione di Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia che lancia l’allarme attraverso il rilancio di “SOS Heritage, la bella Sicilia che sta scomparendo”, la campagna di sensibilizzazione di Legambiente Sicilia relativa ai siti culturali da ripristinare e valorizzare, che vede protagonisti i cittadini e le loro segnalazioni.
La lista dei siti in pericolo è arrivata a quota 46 segnalazioni, suddivise in black list che includono 10 siti ciascuna. Legambiente ha iniziato la compilazione della quinta black list. Le new entry dei primi due mesi del 2012 sono dislocate su varie province siciliane. Nel Catanese, il Borgo della Cunziria a Vizzini, esempio mirabile villaggio ottocentesco di conciatori “ritratto” nel duello fra compare Turiddu e compare Alfio nella “Cavalleria Rusticana”; oggi è di proprietà della Provincia di Catania
A Messina la Villa Pennisi: di proprietà privata è attualmente vincolata dalla soprintendenza. Splendido esemplare di architettura ottocentesca, è stata abitata sino al 1935.
Nella provincia di Trapani la Chiesa di Sant’Ignazio a Mazara del Vallo: capolavoro di arte barocca realizzato nel 1700, su commissione dei gesuiti, dal pittore-architetto Andrea Pozzo. A seguito del crollo del 1933 e dell’abbandono degli anni passati, è stato redatto un progetto di consolidamento, mai concretizzatosi a causa della mancanza di fondi. Altro capolavoro barocco è la Chiesa della Badia a Canicattì (Ag), costruita nel 1663 conserva pregevoli stucchi di scuola serpottiana.
Suggestivo e dalla storia antica, inserito in un contesto naturalistico di grande bellezza: è il Castello di Monforte San Giorgio (Messina), del quale oggi rimangono solo dei ruderi. Ebbe importanza strategica sino alla rivolta spagnola di Messina (1674-1678).
Lo scopo di legambiente Sicilia è quello di cancellare dalla black list il maggior numero possibile di siti. Per segnalare i monumenti in pericolo, basta inviare una foto del sito segnalato ed un breve testo di 8 righe a salvalartesicilia@libero.it
(nella foto, il Borgo della Cunziria di Vizzini)
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