E’ caos in Sicilia sui risultati elettorali. Lo conferma l’oscuramento del sito internet del Servizio elettorale dell’assessorato regionale per le Autonomie locali. La questione è esplosa a Misterbianco dove il deputato regionale del Pd, Nino Di Guardo, è andato ieri a letto da neo sindaco e si è risvegliato stamattina candidato al ballottaggio del 20 e 21 maggio prossimi. Stessa sorte per chi aveva già stappato lo spumante a Erice, Sciacca e Villabate.

La confusione è dovuta a una viziata interpretazione delle nuove norme regionali che  sta costringendo a un nuovo riconteggio delle schede scrutinate. Con l’effetto che i consensi attribuiti ai candidati sindaci andrebbero corretti al ribasso. Tutto nasce da una circolare diramata dal Dipartimento elettorale regionale che contesta i metodi di conteggio utilizzati dai Comuni e la formulazione delle percentuali sulla base del totale dei voti assegnati ai candidati sindaci. Secondo gli uffici dell’assessorato alle Autonomie locali della Regione, invece, occorre tenere conto del totale dei voti validi, presi sia dai candidati sindaci, dunque, che dalle liste e dagli esponenti in corsa per il consiglio, ad eccezione delle nulle, ma comprese le schede bianche. Conseguenza di due leggi regionali, del ’97 e del 2012, che tengono in piedi il sistema di calcolo secondo cui si estende automaticamente al candidato sindaco il voto per il consigliere.

Per effetto di ciò, il successo di Leoluca Orlando a Palermo non è messo in discussione, ma cambierebbe la portata dell’affermazione. La percentuale del 47% che gli attribuisce il servizio elettorale di palazzo delle Aquile potrebbe abbassarsi al 30-35 per cento.  Stesso discorso per gli altri candidati, a cominciare da Fabrizio Ferrandelli, il principale avversario del portavoce nazionale dell’Idv. La percentuale dell’ex delfino di Orlando passerebbe così dal 17 al 10%.

Il segretario provinciale dell’Idv, Pippo Russo definisce di una “interpretazione della normativa elettorale da parte della Regione tanto bizzarra, quanto aberrante, che vorrebbe tener conto delle schede bianche per il calcolo delle percentuali riportate dai candidati Sindaco”.

Secondo l’esponente dipietrista se l’interpretazione “fosse confermata andrebbe applicata tanto ai candidati sindaco quanto alle liste per il consiglio comunale le cui percentuali andrebbero ricalcolate tenendo presente l’altissimo numero di schede bianche per il Consiglio, cioè le circa 45.000 schede che riportavano solo il voto per il Sindaco e vanno quindi considerate bianche per il Consiglio”.

Russo sottolinea che “in tal modo, mentre non cambierebbe la sostanza del voto sul sindaco, sarebbe stravolta la geografia del consiglio comunale”. “Da un calcolo da noi fatto – aggiunge – applicando tale bizzarra interpretazione della Regione, a Palermo ci sarebbero ancora meno liste che supererebbero il 5%, facendo saltare per esempio le liste “Amo Palermo”, “Cantiere Popolare”, “Grande Sud”, “Ora Palermo” e mettendo a rischio le liste del Pd e dell’Udc. Ovviamente  – conclude Russo – Idv avrebbe tutto l’interesse a che tale situazione si verificasse, ma siamo certi che sarebbe la più rispettosa della legge e della volontà degli elettori?”.