In risposta alle dichiarazioni del consigliere comunale Manlio Messina, il presidente della coop. officine, Felicita Platania, replica “che il centro di culture contemporanee Zo non occupa abusivamente alcun immobile comunale”.

“L’istanza di rinnovo della convenzione tra il Comune di Catania e Zo centro culture contemporanee è stata fatta dalla cooperativa officine nei termini previsti dalla convenzione stessa – spiega in una nota il presidente Platania – attualmente è in corso una negoziazione tra le parti e l’assegnazione dello spazio avverrà con le modalità e i tempi stabiliti dall’amministrazione comunale.

“Inoltre – dice – la convenzione tra il Comune e la cooperativa Officine per l’utilizzo dell’immobile di piazzale Asia 6, sede di Zo centro culture contemporanee è sempre stata a titolo oneroso. Gli atti sono pubblici e possono essere richiesti all’amministrazione comunale o centro culture contemporanee, caso di eccellenza italiano nato su modello dei centri culturali europei polifunzionali (e fortemente incentivato anche dalla normativa italiana negli ultimi quindici anni), esercita dal 2001 attività culturale nell’ambito delle arti performative, della musica, delle arti elettroniche e delle arti visive ampiamente riconosciuta a livello nazionale e internazionale”.

“Le attività svolte (tutte in piena regola e come da progetto approvato da sviluppo italia e dal comune di catania) sono sempre state subordinate all’attività culturale prevalente e funzionali alla realizzazione del progetto imprenditoriale e culturale complessivo per il quale la cooperativa officine da oltre dieci anni investe risorse proprie cospicue (ristrutturazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, spese di gestione del bene e delle attività). Alla luce di queste precisazioni – conclude la nota – la cooperativa Officine auspica che le inesattezze contenute nelle dichiarazioni del consigliere Messina, possano essere da lui presto rettificate e invita gli organi di stampa a prendere contatto con l’ufficio stampa del sindaco”.