Lo rende noto il codacons

Latte all’inchiostro, condannate al risarcimento tre multinazionali

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9 febbraio 2012 -  Le multinazionali Nestle’ Italiana, TetraPack International e TetraPack Hispania dovranno risarcire il danno patrimoniale e non patrimoniale subito dal padre di una bambina che dal marzo del 2004 fino a novembre 2005 era stata nutrita con latte poi risultato contaminato da inchiostro. Lo stabilisce una sentenza del  giudice di pace di Mascalucia (Catania), Giuseppe Arcidiacono, che ha condannato in solido le società.

Nel corso di un’operazione del Corpo Forestale dello Stato, erano stati sequestrati circa 30 milioni di litri di prodotto con i marchi “Mio”, “Mio Cereali”, “Nidina 2″, con scadenza settembre 2006, e “Nidina 1″, con scadenza maggio 2006, venduti nei supermercati, negozi e farmacie.


La sentenza è stata resa nota dal  Codacons, che ha assistito il ricorrente nel processo con l’avvocato Floriana Pisani. Il giudice ha ritenuto sussistente la responsabilità solidale di tutte e tre le società convenute, in base al principio fondamentale del “neminem laedere”.

Secondo il magistrato, “non può dubitarsi che il papà abbia risentito, in un rapporto eziologico (l’eziologia è una branca della medicina che studia le cause delle malattie ndr) sempre riconducibile alla scoperta dell’elemento tossico ingerito con il latte, il conseguente malessere continuo della figlia che non trovava valida spiegazione, il tutto ricollegato alla sfera psico-emotiva in relazione alla evidente importanza attribuita alla salute della figliola e la conseguenza negativa di un aggravamento”.

2 commenti a "Latte all’inchiostro, condannate
al risarcimento tre multinazionali
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  • Francesco 66 scrive: 9 febbraio 2012 13:31

    http://www.girodivite.it/La-Nestle-tutta-la-verita.html

    Non mi meraviglia per nulla…

  • Francesco 66 scrive: 9 febbraio 2012 13:37

    Corre l’anno 1860 quando il farmacista Henri Nestlè sviluppò un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di particolari intolleranze. Il prodotto creato, la Farine Lactèe Henri Nestlè, salvò la vita di un bambino e fu presto venduta in tutto il continente europeo. Nel 1866 fu quindi fondata ufficialmente la Nestlè, destinata col tempo a diventare forse la piu conosciuta multinazionale del mondo.
    Nel 1905, la Nestlé si fuse con la Anglo-Swiss Condensed Milk Company, dando il via ad una vertiginosa crescita che coinvolse in seguito nazioni del calibro di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Durante la Prima guerra mondiale crebbe la richiesta di prodotti caseari, e la produzione della Nestlé raddoppiò prima della fine del conflitto.
    Dopo la fine del conflitto il mercato caseario tornò a normalizzarsi e gran parte dei consumatori tornarono al latte fresco. La Nestlé rispose a questo mutamento di contesto modificando la propria linea aziendale, riducendo il proprio debito e iniziando a espandersi nel settore della produzione del famosissimo cioccolato, a tutt’oggi la seconda attività più importante dell’azienda.

    All’inizio della Seconda guerra mondiale furono realizzate nuove fabbriche in molti paesi in via di sviluppo in america latina. Proprio la guerra, paradossalmente, portò all’invenzione di un nuovo prodotto di enorme successo, il Nescafè, utilizzato in primis dall’esercito americano e poi diffusosi nel mondo.
    La fine della seconda Guerra Mondiale fu l’inizio di una fase molto dinamica. La crescita dell’azienda fu accelerata e furono portate a termine numerose acquisizioni. Nel 1947 la Nestlé si fuse con la Maggi, seguirono Crosse&Blackwell (1950), Findus (1963), Libby’s (1971) e Stouffer’s (1973). Fu inoltre realizzata nel 1974 una shareholding con L’Oreal, che rese ufficiale l’allargamento degli interessi commerciali, ormai usciti dal guscio alimentare. Nel 1977 l’espansione continuo’ con l’aquisizione di Alcon Laboratories e nel 1984 si aggiunse anche la compagnia americana Carnation.
    Con la nascita del mercato globale, datata nella meta’ degli anni ’90 la Nestlé si affaccio’ su importanti mercati nei quali emergenti. Negli anni successivi avvennero nuove importanti acquisizioni: Sanpellegrino nel ’97, Spiller Petfoods nel ’98, Chef America, Ralston Purina e Dreyer’s nel 2002 e per finire la Gerber nel 2007.
    Fin dagli ultimi anni del settanta, la Nestlé è stata oggetto di numerose critiche per la sua politica commerciale, che hanno fatto nascere numerosi movimenti di opposizione a questa azienda, iniziati su vari fronti e in diversi paesi, tutti riuniti in un comitato chiamato International Nestlè Boycott Committee, che ha in Jean Ziegler uno degli esponenti di spicco in materia di critiche.

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