Gremito l’anfiteatro delle Ciminiere di Catania in occasione dell’incontro organizzato per ufficializzare la federazione del Movimento Famiglia, Lavoro e Solidarietà, guidato dal deputato regionale Lino Leanza, all’Udc.

Dal palco l’ex parlamentare autonomista alla presenza del leader dello Scudocrociato, Pier Ferdinando Casini e di Giampiero D’Alia e di altri parlamentari siciliani fra cui Francesco Musotto (anch’egli fuoruscito dal Mpa), spiega il perché della sua rottura con il Movimento dell’autonomia e con il presidente Lombardo.

“E’ stato un mese terribile perché io dovevo fare una rottura e io non sono un uomo delle rotture. Ho sempre cercato di unire. Mi è sempre rimasta impressa nella memoria la scena dei due campioni di ciclismo Coppi e Bartali che si passavano la borraccia e che uniti insieme vincevano. Un’ immagine che spero di poter far rivivere nella politica ed uniti portare la vittoria per il bene del nostro Paese”.

Nel corso del suo lungo intervento Leanza ha toccato vari punti che hanno infiammato la platea, in particolare quando ha detto:”I voti della mafia non ci interessano. Noi non vogliamo vincere ad ogni costo, noi vogliamo vincere. Meglio perdere che avere voti che non ci servono”.

A Pierferdinando Casini ha lanciato un “invito a fare, con onore”. Ha citato, tra gli altri, Sciascia (“un giorno questa terra sarà bellissima”), e Falcone. Parlando di lotta agli sprechi, ha detto: “Non tocchiamo il pane delle persone: abbiamo già dato!”

Leanza ha quindi proseguito toccando il tema del turismo: “La Sicilia poteva essere l’approdo vero del turismo importante: Il Satiro se lo sono portati anche 4 mesi in Giappone, poverino. E l’anno successivo a Mazara ci sono stati solo 31 turisti giapponesi..”.

Al termine dell’affollatissimo incontro, Leanza, ancora molto provato, sudatissimo ma soddisfatto ed ancora visibilmente emozionato, ha voluto ribadire di aver “chiuso un percorso, sì, ma con grande rispetto verso i miei ex compagni di viaggio del Mpa, che stimo, cui auguro tantissime fortune“.

Senza polemiche ha poi voluto ribadire una volta di più che il governo regionale “è stato anche un esecutivo di rottura ma che si è contraddistinto per le tante cose non fatte. A chi sarà il nuovo Presidente della Regione voglio dire: partiamo dalle piccole cose”. ”Questa terra ha un grande bisogno di essere governata. E questo – ha evidenziato- può avverarsi solo se c’è condivisione, se c’è una squadra pronta a trovare le giuste soluzioni per risolvere una volta per tutte i problemi della gente”.

Il politico etneo, a ‘riflettori spenti’, ha infine voluto precisare che “non bisogna vincere ad ogni costo. E quando dico ad ogni costo, mi riferisco ai compromessi ed in particolare a quelli con la mafia. Vorrei però che quanto detto non venga assolutamente frainteso con le vicende del Presidente della Regione. Per quanto ci riguarda, Lombardo – ha concluso Leanza- ha sempre lavorato in direzione opposta alla malavita”.

video a cura di Laura Distefano