la reazione del governatore
Lombardo: “Magistrati di valore, ma accuse ridicole”
Per Raffaele Lombardo non cambia nulla, rassegnerà comunque le dimissioni alla fine di luglio. La sua decisione è “politica” e pur rammaricato perché non “ho ancora un processo nè un rinvio a giudizio” e “bisogna ricominciare daccapo” non muta “alcunchè, io mi dimetterò per fare fare votare il 27 e 28 ottobre”.
E’ la prima reazione a caldo del governatore siciliano che si dice “contrariato” ma “sereno” al termine dell’udienza del processo per reato elettorale in cui gli è stata contestata l‘aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa.
“La Procura di Catania è composta da persone di straordinario valore, qualità e competenza” ha aggiunto Lombardo sottolineando che “le accuse dei pentiti sono sotto gli occhi di tutti, sono ridicole”. “Io non mi sento vittima di alcuno – ha proseguito il governatore – sono responsabile delle mie azioni e mi sento sereno, anche se contrariato. Da questo processo emerge come è stata concreta e indubitabile la nostra azione contro la mafia. Adesso ci sarà un procedimento nel quale ci confronteremo con la magistratura”.



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