Come si vivrà un derby tra Catania e Palermo nei panni di un alieno? In un momento in cui il calcio ha un peso specifico molto relativo nella vita dei Siciliani, questo interrogativo è di livello culturale, e d’immaginazione, irraggiungibile. In effetti possiamo tranquillamente farne a meno.

Ma il calcio è pur sempre la nostra passione, la più netta espressione della nazional-popolarità e delle nostre piccole scaramucce di campanile. Forse soltanto un alieno, dal suo osservatorio incontaminato, potrebbe illuminarci sul semplice significato di ventidue persone che in pantaloncini corrono dietro ad un pallone.

L’alieno, per puro caso, vive ad un passo da casa mia e dunque l’incontro ravvicinato del terzo tipo risulta facile. Se è vero che “Al cuor non si comanda – e allora apriamo il nostro mondo” (tratto da L’alieno), non posso fare a meno di chiedere a Luca Madonia (sempre camuffato nei panni dell’alieno) quale stato emozionale può produrre la madre di tutte le partite di Sicilia.

Buongiorno Luca. Sabato sera si gioca Palermo-Catania, la vedrai?
“È ovvio, che domanda! La vedrò a casa con mio figlio Mattia, il calciofilo di famiglia. Lui si divide tra Juve e Catania ma quando si gioca con il Palermo il cuore si ferma”.

Prima di scendere nei particolari tecnici della partita, è risaputo che sei un esperto di calcio (segue risata fragorosa all’altro capo del telefono), aggiornami sui tuoi prossimi passaggi artistici.
“Torno con un disco nuovo, in uscita nei primi mesi del nuovo anno. Non sono ancora in grado di fornirti data e titolo (“vuoi sapere troppo” ndr), posso dirti che la produzione porta la firma di Carmen Consoli. Abbiamo scritto i testi e composto la musica nel suo studio di Puntalazzo, un’esperienza bellissima. Nel 2013 potrai ascoltarlo, un po’ di pazienza!”.

E dell’eterna rivalità con l’altra metà della Sicilia che mi dici?
“C’è sempre stata, perché fa parte di noi, della nostra cultura. E in fondo è bello così! A Palermo ho tanti amici e in un momento così travagliato per le due città, staccare per qualche ora non guasta. Ovviamente, a patto che il rispetto non venga mai meno e tutto resti confinato nell’ambito della normalità e della civiltà. Sono mezzo romagnolo e ai derby sono abituato, ho sempre vissuto quello sull’asse Forlì – Ravenna. Non amo le frasi fatte e non intendo scivolare sulla banalità di pensiero, dico solo che il calcio è una buona distrazione e deve rimanere tale. Il calcio presenta gli stessi aspetti di rivalità di una gara canora. Come Sanremo! La vita vera è tutta un’altra cosa”.

Buttiamoci a capofitto sull’analisi tecnica: che partita sarà?
“Mi sembra di capire che devo parlare di calcio… Non so, ricordo Italia – Germania dei Mondiali del ’70, una partita bellissima, da incorniciare tra le più avvincenti che io ricordi”.

Luca, siamo andati leggermente fuori tema…
Cosa posso dirti? Il Catania sta andando benissimo, dobbiamo esserne fieri. Il Palermo un po’ meno ma ha tutto il tempo per riprendersi. Noi giochiamo un bel calcio e i risultati lo dimostrano, spero sia una bella partita”.

Prova ad associare una tua canzone ad un incontro di calcio come questo.
“Fammi pensare… Qui sono più preparato, ti rispondo subito: “Mi viene un brivido” dei Denovo. È uno dei nostri pezzi più conosciuti, tratto da “Venuti dalle Madonie a cercar carbone”. Il testo è di Mario (Venuti ndr) e ha una strofa di grande attualità, un po’ polemica, che prende di mira proprio il calcio: “Venti giocatori in campo – vanno dietro ad un pallone – qualche mestiere scompare senza pietà”.

Non mi ero sbagliato, solo un alieno può ricordarci che siamo sul pianeta terra.