A Sant'Alfio l'interprete romagnolo ha narrato e cantato il mito

Lucio Dalla al Castagno dei Cento Cavalli per una Lectio Magistralis

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5 agosto 2011 -  Una lectio magistralis tenuta da uno degli interpreti più intensi della canzone italiana in una location di rara bellezza naturalistica.

Nello spiazzo attiguo al Castagno dei Cento Cavalli – un esemplare botanico tra i più antichi d’Europa – accanto alle coltivazioni tradizionali della vite e del nocciolo, nel territorio di Sant’Alfio, nel catanese, si è svolta, al calar del sole, la lectio magistralis di Lucio Dalla.

L’iniziativa è stata patrocinata dalla Provincia regionale di Catania per sviluppare il tema “il mito e leggenda tra passato e presente; la funzione pedagogica e sociale dell’immaginario fantastico”. All’incontro hanno partecipato l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione Salvo Licciardello e il consigliere provinciale Salvo Patanè.


Lucio Dalla, introdotto dal poeta Angelo Scandurra, ha accompagnato alla tastiera l’artista Marco Alemanno che ha letto brani tratti da “Viaggio in Sicilia e a Malta” di J. Houel, “Ricordi del viaggio In Sicilia” di E. De Amicis, “Viaggio in Italia” di J. W. Goethe ed il “Polifemo innamorato” di Santo Calì, la cui appassionata e magica lettura ha rapito il pubblico presente.

Poi il momento più atteso dell’evento letterario, quando Lucio Dalla ha dissertato sul significato profondo del mito e del valore sociale della leggenda, anche con riferimenti al suo essere personaggio mitico.

E trattando un argomento così fortemente evocativo e dominato dal racconto dell’immaginario fantastico, non ha potuto fare a meno di concludere con due tra le più amate canzoni del suo vasto repertorio musicale: “Itaca” e “4 Marzo 1943″.

L’assessore Licciardello, ringraziando il musicista per la sua Lectio Magistralis ha invitato Dalla a rendersi disponibile ad altre iniziative promosse dalla Provincia regionale di Catania. “La valorizzazione del territorio – ha affermato l’assessore – ha bisogno di uomini straordinari come Dalla, che ha sempre dimostrato un amore viscerale per l’Etna e i nostri paesini pedemontani ”.

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