Il sostituto procuratore generale Mariella Ledda ha chiesta la condanna a 11 anni di reclusione nel processo di secondo grado a Antonino Speziale, il giovane accusato dell’omicidio preterintenzionale dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, morto per i postumi di ferite riportate durante gli scontri del derby di calcio Catania-Palermo del febbraio 2007.

La prossima udienza con le arringhe dei difensori è stata fissata per il 18 novembre. Il processo si celebra davanti alla Corte d’appello per i minorenni di Catania perché l’imputato all’epoca dei fatti non era ancora maggiorenne.

L’udienza di oggi  è stata caratterizzata dalla testimonianza di un sottufficiale dei carabinieri che non ha riconosciuto il lavello che ha colpito l’ispettore Raciti. Durante l’inchiesta il carbiniere aveva dichiarato di avere visto strisciare per terra un lavello di lamiera: quello – ha ribadito stamani in aula – però era completo di vasche per l’acqua, mentre questo ne è sprovvisto.

Secondo l’accusa Speziale, durante l’arrivo dei tifosi del Palermo al Massimino avrebbe lasciato il suo posto allo stadio per scontrarsi con gli ultras rivali e avrebbe utilizzato un sottolavello in metallo, usandolo a mo’ d’ariete, contro le forze dell’ordine che cercavano di bloccarli. In quell’occasione, davanti all’ingresso della Curva Nord, avrebbe ferito mortalmente, con una lesione al fegato, l’ispettore Raciti.

Con lui avrebbe agito anche un altro ultras etneo, Daniele Micale, che, in un processo separato, la Corte d’assise di Catania, il 23 marzo del 2010, ha condannato a 11 anni di reclusione, sentenza confermata in secondo grado lo scorso 21 ottobre.