“Le primarie sono una festa democratica”… “il giorno dopo tutti insieme alle politiche”. Un refrain ripetuto in questi giorni di vigilia “elettorale”. Ma sarà veramente così? A leggere di alcune polemiche a distanza sui social network rischia di sembrare l’esatto contrario. Su Facebook, ieri sera praticamente alla stessa ora, si sono registrati due commenti che sembrano la diretta risposta l’uno dell’altro.

Protagonisti della polemica, entrambi sostenitori di Bersani, il segretario provinciale del Pd di Catania, Luca Spataro, ed Enzo Bianco, presidente dell’Associazione Liberal PD.

L’ex sindaco di Catania, che mira a ricandidarsi a Palazzo degli Elefanti, commenta l’affluenza alle primarie: “Mi dispiace solo il dato di Catania, soprattutto nelle periferie. 5700 votanti – prosegue Bianco – quasi mille in meno del 2009. Contro tendenza rispetto al magnifico risultato nazionale. Nonostante la generosità di tanti volontari. Un ulteriore segnale di una struttura accartociata su se stesso, autoreferenziale, che perde contatto con la realtà vera della città… Ma invertiremo questa tendenza!!!!”

Luca Spataro scrive quasi fosse una risposta diretta: “Dispiace registrare i commenti acidi e fuori luogo di qualcuno che seduto comodamente nel proprio salotto critica il lavoro generoso di centinaia di volontari di tutta la provincia, di chi è ancora a lavoro per fare in modo che tutto funzioni al meglio, di chi anche con molto meno ruolo e riconoscimenti ha lavorato per settimane e oggi 17 ore. Il tutto come al solito per segnare la propria distinzione. #gentecherosica #perdereoccasionipertacere”.

Insomma la festa, a Catania, non ci sarà. Vedremo domenica al ballottaggio. Certo è che più che una partecipazione democratica forse le primarie servono più alle varie correnti per “contarsi”. D’altronde fu lo stesso segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, parlando delle primarie per la scelta del candidato sindaco di Palermo, a dichiarare: “Le primarie non sono un pranzo di gala”.