
31 gennaio 2012 - “Il Governo non ha saputo offrire soluzioni alle nostre perplessita’, oltre ai limiti costituzionali che noi abbiamo denunciato. Quindi ricorreremo immediatamente alla Corte Costituzionale nel caso in cui si dovesse procedere al commissariamento delle Province, che nella prossima primavera andranno al voto”.
Lo ha affermato questa mattina alle Ciminiere di Catania il presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, alla guida della Provincia etnea, parlando con i giornalisti nel corso del Consiglio provinciale aperto sul tema “L’Italia senza le province” organizzato in contemporanea in tutto il territorio italiano. L’obiettivo dell’iniziativa e’ informare i cittadini sull’attuazione della manovra economica che prevede l’abolizione delle Province.
“Da parte di tutti – ha aggiunto Castiglione – si ha la consapevolezza di un livello di Governo intermedio tra il Comune e la Regione. Il tema e’ avere una nuova governance piu’ efficace delle autonomie locali. Sul piano regionale oggi si aboliscono le Province e si istituiscono i liberi consorzi di Comuni. Significa un’aggravio di spesa: al posto delle nove Province siciliane ci sarebbero almeno 25 liberi Consorzi. Non ci sara’ una riduzione dei costi, e non si ha certezza su chi dovra’ svolgere alcune funzioni. Allora noi lavoriamo sul piano nazionale attraverso la Commissione Paritetica per definire le funzioni di Comuni e Province e l’attivita’ legislativa che va riferita alle Regioni”.
“Oggi – ha proseguito il presidente dell’Upi – e’ una giornata di mobilitazione per dire che le Province che hanno 150 anni nella maggior parte del nostro Paese, hanno assolto una funzione storica, ed oggi devono essere ridefinite nella loro dimensione territoriale. Noi siamo per la riduzione e l’accorpamento ma vogliamo anche che possano avere funzioni certe: una nuova governance, la riduzione dei costi della politica. Le Province in questi anni sono diventate il vero motore dello sviluppo: con l’abolizione si fermerebbero gli investimenti gia’ programmati. Nel momento in cui il Paese parla di ripartenza – ha osservato Castiglione – noi blocchiamo gli investimenti. Le Regioni hanno trentamila dipendenti, le Province 61 mila: non si sa che destinazione avranno. le Province hanno un’autonomia finanziaria propria: quando saranno abolite con quali risorse si fara’ fronte ai servizi che oggi erogano?”.
(ITALPRESS).
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