L’indagine della Guardia di Finanza di Catania sul ‘dominus’ delle cliniche catanesi Salvatore Musumeci finito ai domiciliari per bancarotta fraudolenta e documentale non è solo una questione giudiziaria, ma ha anche una valenza sociale e morale.

Perché l’ambito di intervento delle forze dell’ordine è quello della sanità. Dopo lo ‘scandalo dialisi’ a Catania, con i medici compiacenti che dirottavano i pazienti dagli ospedali pubblici (gratis) ai centri privati (a pagamento), si scopre che con la clinica privata dichiarata fallita si continuavano a fare affari.

“Oltre al danno economico, c’è quello morale – spiega il capitano Daniela Bossi del Secondo Nucleo Operativo della Guardia di Finanza di Catania – perché quello della sanità è un campo sicuramente delicato in cui oltre ad esserci un grosso volume di affari ci sono soprattutto le esigenze di persone malate che hanno bisogno di cure e che si rivolgono alle strutture sanitarie private per avere un servizio più immediato. La ricaduta sociale è senza dubbio negativa perché c’è chi si arricchisce sulla pelle dei pazienti nell’urgenza di un semplice problema o di una lunga malattia”.

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