L'on. Orlando ha visitato la struttura in fase di completamento di Lentini
Sanità regionale: nuova visita della commissione parlamentare
Ritorna a Catania la Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario presieduta dall’On. Leoluca Orlando. L’incontro tenutosi in prefettura a Catania è stato il seguito della visita all’ospedale di Lentini. L’on. Orlando accompagnato dal vicepresidente della commissione Burtone hanno visitato la struttura in fase di completamento di Lentini, nonostante sia un cantiere aperto da 16 anni, pare che entro settembre l’ospedale potrebbe avviarsi, stando alle promesse del direttore generale dr. Franco Maniscalco.
L’incontro in prefettura ha avuto come tematica la sorte dei nosocomi di Vittoria e Leonforte, ma in particolare ha puntato la sua attenzione sulla situazione di alcuni nosocomi del catanese in particolare Paternò e Giarre.
A tal proposito La Rete delle associazioni di Giarre, che ha fortemente voluto l’incontro, ha chiesto di essere ascoltata sulle sorti e sullo stato attuale dell’ospedale di Giarre. Tante le promesse del direttore generale e dei politici, ma nel concreto ben poco è in ordine. Il tanto discusso PTA (presidio territoriale assistenziale) attualmente pare abbia trovato la collaborazione di soli 15 medici di base su circa 66 nel distretto socio sanitario di Giarre (CT1).
La Rete annuncia alla commissione che il sistema PTA non pare andare a regime e attualmente ci ritroviamo solamente con un doppione degli ambulatori dell’ex Inam e dei medesimi in ospedale. Alcune indiscrezioni a tal proposito annunciano una gravosa inefficienza e mancanza di collaborazione tra PTA ed ospedale, che dovrebbe altresì essere il fulcro di questa nuova realtà.
I preannunciati potenziamenti del Pronto Soccorso in realtà sono risultati infondati: è stato evidenziato come con i medici in servizio ( 7 a tempo pieno e 3 con contratto P.T. a 12 ore con scadenza 30 aprile) non si riesce a garantire nelle 24 ore la copertura di un organico sufficiente per fronteggiare le emergenze e che per altro la situazione è aggravata dalla mancata attivazione dei servizi di radiologia TAC e tradizionale nelle ore notturne.
Un ulteriore sottolineatura è stata posta sui reparti che non sono stati attivati nonostante il decreto assessoriale del 25 maggio 2010 (Neurologia, lungodegenza, riabilitazione)…. Inoltre la chiusa immotivata del reparto di chirurgia sembra risultare l’ennesimo passo per il totale smantellamento del nosocomio. Alcune indiscrezioni lamentano la mancanza di posti letto per il Day Hospital, nonostante esistano aree della struttura totalmente vuote e in smantellamento costante.
Nel complesso, quindi, è stata esposta una viva preoccupazione da parte delle associazioni aderenti alla Rete per le sorti dell’ospedale giarrese tanto più in considerazione del fatto che lo stesso decreto assessoriale del 25 maggio prevedeva che “il D.G. entro un anno, sulla base di indicatori di efficacia, efficienza, …, determinerà l’eventuale accorpamento delle due U.O.C di Otorino e di ortopedia”; è chiaro infatti, che in una situazione nella quale vengono tolti i servizi all’ospedale lo stesso non potrà raggiungere i livelli di efficienza richiesti.
La commissione parlamentare ha acquisito una relazione dei fatti e farò le opportune verifiche per capire le sorti e verificare le inefficienze denunciate, avvalendosi anche dell’audizione del direttore generale.
E pensare che ciò accade a pochi giorni dalla riposta dell’On. Massimo Russo (assessore alla sanità siciliana) che ha smentito le richieste e le denunce dell’interrogazione parlamentare dell’on. Barbagallo, che faceva chiaramente riferimento al decreto assessoriale del 25 maggio 2010.
Le sorti della sanità regionale sembrano totalmente sconsiderate. A Paternò presto potrebbe chiudere il punto nascita, perché non ha i numeri dei 1000 parti l’anno imposti dalla linee guida nazionali, e stesse sorti sembrano toccare a molti ospedali della Sicilia. In 5000 cittadini si sono mossi in protesta pochi giorni fa per l’annunciata chiusura del punto nascita dell’ospedale di Piazza Armerina.



commenti
Facebook