conclusi i festeggiamenti a catania

Sant'Agata, rientro fra le tensioni

sant'agata

6 febbraio 2012 -  C’è una coda di polemiche che ha accompagnato le ultime fasi della festa di Sant’Agata che si conclusa  stamani con il rientro in cattedrale del busto reliquiario della Patrona di Catania.

Tutto nasce dalla decisione assunta dal capovara, il responsabile dell’incedere del fercolo, che ha preferito non far transitare la Santuzza sulla salita di San Giuliano perché ritenuta pericolosa. Il fondo della strada, infatti, era viscido a causa della pioggia mista a cera.

La variazione è stata contestata da un gruppo di devoti in modo plateale, così la processione si è fermata per circa due ore. Da segnalare un piccolo incidente ad uno degli addetti al sistema frenante del fercolo che ha riportato una ferita ad una mano: il fercolo si è mosso senza l’ordine del capovara e sono entrati in funzione i freni d’emergenza che bloccano la vara.


Queste fasi sono state seguite in diretta dall’emittente televisiva Telecolor che ha raccolto le dichiarazioni del capovara Claudio Baturi: “Abbiamo trascorso 48 ore bellissime, un gruppetto di fanatici sta rovinando tutto”.

Il fercolo ha quindi ripreso il proprio cammino su via Etnea rientrando in Cattedrale lentamente,  senza transitare da via Crociferi per l’atteso canto delle suore del SS. Sacramento.

Momenti di confusione all’interno del Duomo al momento di custodire le spoglie della martire nella ‘cameretta’ che hanno scatenato l’indignazione di monsignor Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale, che al microfono della chiesa, richiamando all’ordine, ha detto: “E’ uno spettacolo vergognoso! Sto imparando da voi che la violenza è l’insegnamento che ci dà Sant’Agata “.

8 commenti a "Sant’Agata, rientro fra le tensioni"

  • francesco ferlito scrive: 6 febbraio 2012 12:30

    Peccato davvero!! per colpa di dieci idioti vestiti da “devoti” si è rovinata una bellissima festa che a fatica le autorità civili e civili, in un paio d’anni, avevavo riposrtato in un clima di maggiore civiltà e religiosità. speriamo che da questo vergognoso inconveniente le autorità civili e religoise di decidano ad attuare, a partire dal prossimo anno, dei meccanisimi di reclutamento dei c.d. devoti secondo criteri nuovi, maggiormente selettivi.
    viva s. Agata!
    francesco

  • Orazio scrive: 6 febbraio 2012 16:40

    Altro che 10 idioti, ormai la festa non ha più alcuna regola, basti fare 4 passi per il percorso del giro esterno o la sera del 5 tra la villa ed il Borgo. Tutto, ma letteralmente tutto, è in mano ai mala-carne, mafia o non mafia. La festa di Sant’Agata è l’emblema perfetto di questo schifo di città e dei suoi schifosi concittadini.

  • Davide scrive: 6 febbraio 2012 17:15

    Scusami concordo su tutto ma skifo d citta e skifo di concittadini te lo potevi evitare!!!La festa x alcuni è l’emblema delle fede mentre invece Tu sarai sicuramente l’emblema dell’ignoranza e della stupidità umana!Come si puo fare d tt l’erba un fascio e giudicare skifosa una città tra le piu incantevoli…

  • Melo scrive: 6 febbraio 2012 18:10

    W Sant’Agata

  • Orazio scrive: 6 febbraio 2012 22:56

    Davide, levici a farsa e mettici qualche vocale in più e pure qualche h quando scrivi, visto ch esi parla d’ignoranza. Fidati

  • michele scrive: 7 febbraio 2012 08:57

    Orazio cxxxxxo,non tutti sono delinquente,e SANT’AGATA E’IL GIORNO DELLA CATANESITA’ per eccellenza,il Sindaco Stancanelli ha ragione pochi delinquente e cafoni che infangano il giorno di SANT’AGATA IL GIORNO DELLA CATANESITA’.

  • francesco ferlito scrive: 7 febbraio 2012 09:27

    Cari amici, non vedo il motivo perchè si debba arrivare agli insulti anche noi lettori-commentatori.
    Con mi rammarico devo però dire che la colpa di ciò è di Orazio.
    caro Orazio, non puoi permetterti di offendere in un blog pubblico una città e tutti i suoi concittadini. E’ un errore grossolano.
    In primo luogo, sarebbe bello che tutti ci firmassimo con nome e cognome quando scriviamo. Ma se proprio vogliamo mantenere la privacy cerchiamo almeno di rispettare le regole della convivenza civile. Altrimenti, caro Orazio, finisci per comportarti anche tu come quei 10 facinorosi fanatici che hanno rovinato la festa. Insultando e provocando, tra l’altro ingiustamente, infatti, si generano solo reazioni a catena e controffese.
    Non so se sei catanese. credo di no…da come parli. Ti invito pertanto a rivedere le tue opinioni, ma soprattutto i tuoi commenti scritti. E ti assicuro che Catania è città bellissima, che ha delle caratteristiche uniche la mondo (il mare e la montagna a distanza ravvicinata, per es…), e e che i catanesi in gran parte sono persone perbene e generose. saluti. Franc.

  • Orazio scrive: 7 febbraio 2012 15:37

    Si Francesco, sono un catanese purosangue, e a furia di non dire le cose come stanno e riempirci di blablabla su quanto siamo bravi, su quanto siamo belli e su quanto Catania è bella non ci rendiamo conto della deriva umana e sociale del catanese e di Catania. Se fossimo stati quelli che tu dici, quei 10 delinquenti in sacco bianco, che questo sono, non avrebbero avuto nemmeno la possibilità di aprire bocca, altro che fermare una festa religiosa con migliaia e migliaia di persone presenti, rischiando pure di stritolare un meccanico. E’ giunto il momento di dirle chiare e forti le cose, e soprattutto di evitare le facili retoriche. Perchè, al di là dei blablabla, uno che Catania la ama davvero, oggi può solo scapparsene e di gran corsa.

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