Un’assemblea pubblica convocata nel luogo deputato alla discussione delle questioni della città, l’aula consiliare, per affrontare il tema del nuovo Piano di riequilibrio finanziario riformulato dall’amministrazione di Catania.

Il vicepresidente vicario del Consiglio Comunale, Sebastiano Arcidiacono, ha annunciato l’incontro in programma per giovedì prossimo anticipando in una nota i tanti dubbi legati al documento che dovrà essere approvato dall’Aula.

“Le indicazioni contenute nella proposta dell’Amministrazione – dice Arcidiacono –, a oggi sono da giudicare negativamente perché esprimono il tentativo di svendere beni pubblici (alcune scelte appaiono francamente inaccettabili per il valore simbolico e affettivo del patrimonio cittadino) per colmare un fronte debitorio che in questi tre anni si è allargato a dismisura. Eppure da oltre un anno denunziamo vanamente, talvolta insieme ad altri, l’inerzia amministrativa e l’immobilismo politico: un esempio per tutti, la mancata razionalizzazione delle aziende partecipate gravate da un passivo che sembra inarrestabile”.

Secondo Arcidiacono il nuovo Piano di riequilibrio “mette un’ipoteca sul patrimonio cittadino” e  “si fonda su presupposti contabilmente fragili e aleatori e sembra fatto apposta per mettere la polvere sotto il tappeto, giusto il tempo per concludere i cinque anni senza traumi”.

Di fatto con questa iniziativa l’esponente del gruppo misto, eletto con Articolo 4 ma già da qualche tempo piuttosto critico con l’esecutivo guidato da Enzo Bianco, rimarca uno strappo con la maggioranza che ormai sembra insanabile.

“Anche a costo di decisioni drastiche nella forma e nella sostanza – dice Arcidiacono –, a questo gioco noi non ci stiamo: per proseguire l’esercizio del mandato con scrupolo e coscienza è necessario generare una nuovo impegno e la parola deve passare alla città, per pronunciarsi sulle scelte decisive per il proprio futuro. Troppe volte abbiamo assistito a conferenze stampa di sindaco e assessori condite di annunci senza contraddittorio, con uno svilimento della funzione istituzionale e dei settori più vivi della comunità cittadina, dalla Cultura al mondo associativo, sindacale e professionale e delle attività produttive,  mortificate e relegate al ruolo di spettatore”.

All’iniziativa di Arcidiacono hanno risposto su facebook alcuni volti noti della città a partire da Maurizio Caserta, l’economista già candidato sindaco nel 2013, che in un post ricorda un incontro a Cittàinsieme già nel 2014 “dove avevo segnalato che le misure adottate (o non adottate) dall’amministrazione corrente potessero mettere il pericolo la realizzabilità del vecchio piano di riequilibrio. Adesso ne abbiamo uno nuovo che allunga i tempi. Tutti i debitori non possono che gioire da un allungamento dei tempi. Soprattutto se sanno che una parte di quel debito non graverà su di loro. Questa è il vero punto. La colpevole irresponsabilità politica di questa amministrazione”.