I carabinieri della compagnia di Paternò hanno scoperto una centrale per il recupero e lo smistamento di rame rubato nel comune di Carlentini, al confine tra la provincia di Catania e di Siracusa.

In manette sono finiti due 25enni pregiudicati, Vincenzo Cicero e Abdelali Arif, i quali sono stati sorpresi mentre stavano scaricando da un’auto un consistente quantitativo di rame senza guaina.

Nel sito di Carlentini i militari hanno individuato un’area adibita alla raccolta, al trattamento e alla rivendita di rame. Secondo quanto riscontrato dai carabinieri Il metallo è risultato estratto in prevalenza dai fili elettrici di utenze abitative private, cavi dell’alta tensione e della telefonia. Le matasse di rame grezzo venivano raccolte e ammassate in un grosso container per poi essere passate in una macchina “premacinatrice”, dove i filamenti venivano separati dai residui plastici della guaina.

Il prodotto lavorato veniva poi riversato in un altro macchinario dove avveniva lo sminuzzamento del rame in minuscoli frammenti, pronti per la rivendita e l’immissione sul mercato, ovviamente ad un costo molto superiore stimato intorno al doppio del prezzo di acquisto (quattro euro al chilo).

L’area è stata sequestrata così come il rame rinvenuto, circa 3000 kg, per una lunghezza complessiva di 40 km.

Il titolare della ditta è stato denunciato per riciclaggio, mentre i due “trafugatori”, che dovranno rispondere di ricettazione, sono stati rinchiusi nel carcere di Siracusa.