Dopo aver rilasciato decine e decine di interviste, ha festeggiato e brindato tutta la notte. Tuttavia, il nuovo giorno non sarà stato dei migliori per il deputato regionale del Pd Nino Di Guardo, che si è coricato sindaco e si è risvegliato nuovamente candidato visto che secondo i dati del Servizio elettorale dell’assessorato regionale per le Autonomie locali, andrà al ballottaggio con Antonino Condorelli, espressione di una coalizione comprendente autonomisti e partiti del centrodestra.

A Di Guardo, in passato già due volte sindaco della cittadina alle porte di Catania, sono stati assegnati 11.783 voti (42,88%), mentre a Antonino Condorelli 6.668 voti (24,26%). L’esponente del Pd è sostenuto da cinque liste civiche (“Lavoro, cultura e solidarieta’”, “Unione civica per Misterbianco – Santapaola”, “Movimento volontari per Misterbianco”, “Misterbianco libera” e “Misterbianco rinasce con te”). Condorelli, invece, è supportato dal Mpa, Grande Sud, Popolo della Liberta’, “Famiglia, lavoro e solidarieta’”, “Movimento popolare Misterbianco”, “Amo Misterbianco” e Insieme per Misterbianco”. Il candidato ufficiale del Pd,  Massimo La Piana, ha ottenuto 2.524 voti pari al 9,19 per cento.

Ma perché si è arrivati al clamoroso ribaltone? Il motivo è legato alla nuova legge elettorale che prevede il voto disgiunto, ovvero la possibilità che consente di votare per una lista e un candidato sindaco non collegati. Nelle urne di Misterbianco ci sarebbero alcune migliaia di schede elettorali che esprimono la preferenza solo per il consiglio comunale, senza appunto quella per il candidato sindaco. In un primo momento il quorum, ossia il 50 per cento più uno dei votanti, sarebbe stato calcolato sulla base delle sole preferenze per i candidati a sindaco e non sul totale delle schede scrutinate, comprendenti anche quelle con la sola preferenza per il consiglio comunale. Da qui il nuovo risultato che riapre di fatto la campagna elettorale.