Il presidente della Provincia di Catania accusa il governo regionale di "mancanza di responsabilità"
Castiglione sui Fondi Fas:
“Seconda pista per Fontanarossa”
“In una condizione difficilissima della finanza pubblica il Governo ha deciso di investire in funzione anticiclica, decidendo di puntare sugli investimenti, sul Mezzogiorno e su quel Piano per il Sud che dovrebbe coordinare gli interventi infrastrutturali nel Mezzogiorno e nella Sicilia in particolare. Sebbene siamo reduci da una manovra molto pesante per il nostro Paese, il governo Berlusconi ha voluto dare un’accelerazione alla crescita, rispettando gli impegni assunti. Un plauso va al ministro Fitto, ma anche e soprattutto al ministro dell’Economia e al nuovo segretario del Pdl Angelino Alfano”.
Lo ha affermato il coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Castiglione incontrando i giornalisti a Catania in merito al via libera del Cipe sui fondi per il Sud.
Presenti all’incontro, tra gli altri, il sen. Pino Firrarello, l’on. Enzo Gibiino, componente della Commissione Lavori Pubblici della Camera l’on. Enzo Garofano, componente della Commissione Trasporti alla Camera, gli onorevoli Pdl Basilio Catanoso e Salvo Torrisi, il capogruppo del Pdl all’Ars, Innocenzo Leontini e i deputati regionali del Popolo della Libertà, Nino d’Asero e Pippo Limoli.
«Tuttavia a fronte dell’impegno nazionale – ha aggiunto Castiglione – c’è una assoluta mancanza di responsabilità da parte del governo regionale nell’utilizzazione delle risorse comunitarie, con un rischio grave e reale di disimpegno automatico entro dicembre di somme significative per la Sicilia. Oggi Lombardo si ascrive meriti che non ha – sottolinea il coordinatore Pdl – in quanto il tempestivo e corretto avvio della spesa dei fondi comunitari avrebbe potuto certamente contrastare la crisi che investe più pesantemente di altre regioni la Sicilia. C’é il rischio oggi – ha proseguito Castiglione – che possano essere disimpegnate somme significative per la nostra Regione. L’anno scorso buona parte delle risorse sono state trasferite sul fondo Jessica e sul fondo Jeremy, di fatto congelandole; quest’anno ancora più singolare la strategia che il governo regionale ha messo in atto per evitare il disimpegno: ha perfino chiesto ufficialmente di utilizzare le graduatorie del governo nazionale su ricerca e istruzione per utilizzare parte del FESR sui programmi nazionali, e questa è una grave sconfitta della politica regionale.
Tra l’altro – ha concluso Castiglione – quando il presidente della Regione dice che parte dei fondi servono a coprire il deficit del passato, ricordiamo che nell’ultimo decennio lui ha una responsabilità precisa: Lombardo, più che altro, è stato l’attore principale».
«C’è un rischio fondato di perdere le risorse Ue – ha rilevato dal canto suo Innocenzo Leontini – perché i bandi sono in fortissimo ritardo. Il primo bando dei beni culturali per utilizzare parte di queste somme è stato pubblicato in questi giorni. Siamo già al 4/o anno ed è stato utilizzato appena all’8,3% l’utilizzazione delle risorse del FESR e al 3,9% i pagamenti del Fondo Sociale Europeo. Come pensano di poter spendere tutte le somme residue nel brevissimo tempo ancora a disposizione? In questi giorni – ha concluso Leontini – abbiamo sentito di tutto anche che l’assessore Armao sosteneva che fino a quando non sarebbero state assegnate le risorse del fondo per le aree sottosviluppate non si potevano utilizzare le risorse comunitarie: niente di più falso. Questo per nascondere la grave inefficienza e il grave deficit di utilizzazione delle risorse comunitarie».
Nel corso della conferenza stampa ampio spazio è stato dedicato ad illustrare nel dettaglio gli investimenti che il Piano prevede per la Sicilia e per la provincia etnea. Giuseppe Castiglione, che è anche presidente della Provincia di Catania, ha evidenziato come sul territorio ci sia stata un’attenzione particolare, ricordando in primis la Catania-Ragusa, ma anche la velocizzazione ferroviaria della Catania-Palermo « “Frecciarotta” – ha detto – è una battaglia politica che il Pdl si è intestato quando è nato il treno super veloce Frecciarossa».
«Si sta lavorando anche per le opere ferroviarie connesse al ponte sullo Stretto – hanno aggiunto gli onorevoli Enzo Gibiino ed Enzo Garofano – e anche alla tratta Catania Ognina-Catania Centrale e alle tre fermate Europa, Picanello e Ognina: la prima parte si attiverà entro il dicembre 2010, la seconda parte entro giugno 2012. Oltre al raddoppio del tratto Zurria-Catania Aquicella. Stiamo inserendo in tutti i documenti di programmazione la seconda pista dell’aeroporto Fontanarossa perchè la riteniamo assolutamente importante per l’assetto strategico: non l’abbiamo inserita perchè manca lo studio di fattibilità, visto che servivano opere immediatamente cantierabili. Ma insomma – rilevano i due deputati – a fronte di un rigore nella tenuta dei conti che ha consentito all’Italia di evitare il default che ha colpito e sta colpendo altri paesi dell’Ue, il Governo Berlusconi ha saputo dare nuovo impulso e rilancio nelle aree sottoutilizzate del Paese con opere strategiche per la sua infrastrutturazione». «7,5 miliardi di euro che movimentano oltre 30 miliardi – ha ricordato il senatore Firrarello – l’attenzione adesso – conclude – deve volgere alla necessità di spendere immediatamente tali risorse al fine di riavviare il lavoro e di consentire finalmente un compiuto sviluppo del Sud».



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