Erano ambiziosi i Paratore Nino e Carmelo, padre e figlio, arrestati ieri da carabinieri nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di rifiuti della Dda della Procura di Catania assieme a colletti bianchi del Comune di Melilli e della Regione Siciliana.

E per questo hanno fatto di tutto per ‘avvicinare’ uomini importanti, esponenti del Governo e politici di spicco con il solo scopo entrare nel giro dei grandi affari e accreditarsi per quel business che si chiama smaltimento rifiuti.

E’ il Gip Giuliana Sammartino, citando intercettazioni e accertamenti dei carabinieri del comando provinciale e del Noe di Catania, a riportare alcuni incontri e contatti, precisando tra l’altro che nessuno degli esponenti politici o governativi citati è indagato nell’inchiesta.

L’episodio che fa più impressione è datato 2014. E’ l’anno quando Carmelo Paratore, il figlio di Nino a cui il padre ha affidato le ‘pubbliche relazioni’ della sua attività, coinvolge Carlo Savoia (responsabile della Xeco e imprenditore riferibile alla camorra). Un’amicizia che gli permette di “ottenere un incontro con il vice ministro dell’Ambiente propedeutico all’aggiudicazione dei rifiuti provenienti dall’Ilva di Taranto”.

Rifiuti che successivamente arriveranno a Melilli per lo smaltimento. Il 26 settembre del 2014 un funzionario della Regione Siciliana, Mario Corradino, indagato per traffico di influenze illecite, rileva il Gip, “tramite l’onorevole palermitano Saverio Romano riesce ad avere un appuntamento con il ministro dell’Ambiente Galletti”. L’incontro – scrive il Gip è osservato dalla polizia giudiziaria che fotografa i due entrare nella sede del ministero alle 13.14, da dove i due escono dopo circa un’ora”.

Nel 2013 gli imprenditori vogliono aprire una nuova discarica in Turchia. Carmelo Paratore “coltivava i rapporti con Carmelo Messina, all’epoca vice presidente dell’Unione di amicizia Italia Turchia” col quale “discuteva cripticamente della consegna di una ‘busta’”. “Messina – scrive il Gip – chiama Paratore per dirgli che loro si vedranno alle 20 e che porta una sua amica che parla perfettamente il turco e che è il braccio destro di Bersani, lavora a Invitalia ed è l’amica del cuore di Bellodi”.  L’ambasciatore turco, sottolinea il Gip di Catania “si reca nella discarica della Cisma il 28 marzo 2014, la visita è ripresa dal sistema di video sorveglianza”.

Il Gip ricostruisce anche il tentativo dei Paratore, attraverso la loro società Cisma, di accreditarsi con Invitalia “realizzando un incontro con il presidente Messina e Alberto Dell’Utri”. Incontro finito nelle registrazioni del Noe. Dopo quell’incontro “Antonino Paratore si recava in Cina con la delegazione di Invitalia che accompagnava Renzi per realizzare una società con il 49% del capitale cinese”. Scrive ancora in Gip, “grazie all’intermediazione dell’imprenditore casertano Carlo Savoia e di una dipendente pubblica con incarichi in Parlamento e nelle segreterie di ministri, Carmelo Paratore riusciva a incontrare il vice ministro dello sviluppo economico e a concludere, nel marzo 2015, un contratto per lo smaltimento dei rifiuti con l’Ilva di Taranto”.

Per il Gip i “contatti con Savoia, vicino al deputato Nicola Cosentino” era risalenti a anni addietro per “favorire l’ingresso dei Paratore nel mercato dei rifiuti in Campania”.