l'opinione dei candidati governatore
Tutti pazzi per Comiso:
”L’aeroporto va aperto”

E’ il 30 aprile del 2007 quando l’Airbus 319 proveniente da Roma con a bordo i ministri degli Esteri, Massimo D’Alema, quello dei Trasporti, Alessandro Bianchi, il viceministro Sergio D’Antoni e il presidente dell’Enac, Vito Riggio, tocca la pista dell’aeroporto Vincenzo Magliocco di Comiso. Il primo volo di una serie che non è mai continuata. L’aeroporto che in Sicilia orientale avrebbe dovuto risolvere i problemi di marginalità di una delle province che ha sempre brillato per la propria produzione agricola e che è al contempo è l’unica provincia d’Italia senza un km di autostrada, non è mai decollato. Oggi la sua inattività suona come una doppia beffa: doppia per il valore commerciale dell’investimento praticamente buttato al vento e per l’alternativa che lo scalo nella provincia ragusana avrebbe garantito nel momento in cui si profila la chiusura, per un mese dal 5 novembre al 5 dicembre, dell’aeroporto internazionale Fontanarossa di Catania. Tema su cui abbiamo interrogato i candidati alla presidenza della Regione siciliana che – chiunque venga eletto – subito dopo il voto, dovranno confrontarsi con una emergenza di mobilità dalle proporzioni enormi dovendo far fronte allo smistamento di centinaia di migliaia di passeggeri.
Su Comiso e sulla gestione della chiusura di Fontanarossa sono tutti concordi. Lo scalo costato dal 2004 ad oggi più di 30 milioni di euro e mai aperto al pubblico dei passeggeri, deve essere aperto. Lo dicono proprio tutti. Con qualche variabile sul tema.
Rosario Crocetta, candidato di Udc e Pd, ad esempio sottolinea che lo scalo di Catania è vitale e che bisognerebbe compendiare le esigenze di tenuta dello scalo che ad agosto ha fatto registrare un calo dell’8% nei dati di traffico. “Ci si deve organizzare, si deve fare di tutto per portare avanti i lavori all’aeroporto di Fontanarossa compatibilmente con il traffico aereo perché quello di Catania è uno scalo vitale per la Sicilia. Certo – aggiunge rimarcando il tema dell’apertura dello scalo ragusano – questa potrebbe essere l’occasione per valorizzare l’aeroporto di Comiso che rischia di finire nel dimenticatoio. Non riterrei azzardata una sua apertura. Io non voglio creare alcuna contrapposizione tra Catania e Comiso ma è necessario ridurre al massimo i disagi per le migliaia di passeggeri che di solito utilizzano lo scalo etneo”.
Attacca la gestione dell’emergenza che sta maturando, il candidato di Pdl , Pid e La Destra, Nello Musumeci: “La vicenda della chiusura dell’aeroporto di Fontanarossa è una ulteriore dimostrazione dell’approssimazione con la quale vengono gestite alcune delle realtà più importanti della nostra Isola. La chiusura era prevista da tempo, ma nessun piano alternativo è stato approntato, e non si è provveduto a che le agenzie di viaggio e le compagnie aeree evitassero di continuare ad emettere biglietti da e per Catania, senza informarne i passeggeri. Nell’immediato la soluzione potrebbe essere quella di rinviare la chiusura dello scalo catanese, attivandoci tutti insieme per sollecitare l’apertura dell’aeroporto di Comiso, di modo che lo scalo ragusano possa, nell’immediato, far fronte all’emergenza. Ma ovviamente – conclude Musumeci – la sua vocazione non è solo questa. Comiso può e deve essere punto di riferimento per la zona sud est della Sicilia”.
Si esprime a favore dell’apertura dell’aeroporto di Comiso anche il candidato di Sel, Claudio Fava che da BlogSicilia propone l’avvio di una conferenza di servizi per accelerarne i tempi: “Chiudere uno dei più importanti e affollati aeroporti del Paese per un mese rileva quanto meno una sconcertante incapacità di gestione nelle forme e nei termini che altri siti sono stati invece in grado di affrontare. La mancata apertura di Comiso peraltro si rivela a questo punto una beffa. E’ urgente convocare subito a nostro avviso una conferenza di servizi per consentire l’apertura del Pio La Torre, fra Enav, Enac, Regione e governo italiano perché non utilizzare uno scalo costato venti miliardi sarebbe un delitto compiuto ai danni dei contribuenti”.
Il candidato dei Forconi, Mariano Ferro forte del suo impegno nel settore agricolo sottolinea con veemenza: “Non c’è migliore occasione di aprire finalmente l’aeroporto di Comiso” dice azzardando anche una spiegazione sui motivi della chiusura di Fontanarossa per i lavori e del persistente blocco a Comiso: “Gli interessi per tenere chiuso l’aeroporto di Fontanarossa di Catania sono troppo alti. Catania non può permettersi l’apertura di un altro aeroporto perché le perdite sarebbero enormi, ma si tratta di interessi indecenti. Comiso è un aeroporto già pronto all’utilizzo, tra l’altro la sua apertura permetterebbe di far atterrare oltre i voli di linea, gli aerei cargo che trasportano i beni agricoli facendo si che la merce arrivi fresca sui mercati italiani”.
“Ci sono troppi consigli di amministrazione e poche piste per gli aereoporti siciliani – dichiara provocatoriamente Gaspare Sturzo, candidato di Liberi e Forti che non si esprime sulla gestione - Poco importa alla vecchia classe politica e agli imprenditori del turismo che vedono chiudere Wind Jet, non protestano per la mancata apertura di Comiso e per la liquidazione degli aereoporti sulle isole minori. Il prossimo anno i turisti atterreranno in Sicila con il paracadute?”.
“Occorre aprire lo scalo di Comiso e in fretta, anche prima che Fontanarossa chiuda per i lavori - si spinge a dire Lucia Pinsone, candidata del movimento Voi – Impossibile pensare che quanti abitano al centro o nel sud della Sicilia siano costretti ad aggiungere tempo e chilometri ai propri viaggi, spostandosi fino a Palermo o a Reggio Calabria. In campagna elettorale, ma anche dopo le elezioni, assumeremo tutte le iniziative necessarie a sbloccare la situazione, chiedendo all’Enac di trovare il modo di venire incontro alle esigenze di sei milioni di italiani. Nel mio programma elettorale è grandissima l’attenzione ai trasporti – continua la Pinsone – al punto che ci proponiamo di percorrere tutte le strade istituzionali possibili per ottenere l’apertura di uno scalo internazionale nella nostra regione. Rendiamoci conto di come sia folle che un viaggiatore che volesse arrivare in Marocco, che dista da Palermo tanto quanto Roma, debba mettere nel conto il tempo necessario a raggiungere prima Fiumicino o Malpensa per prendere la coincidenza. La nostra posizione geografica, per certi versi penalizzante, per altri può risultare il nostro punto di forza”.
“Il risultato della miopia politica siciliana lo si vede oggi” dice lo “scatenato” Cateno De Luca: “L’aeroporto di Comiso è chiuso e adesso ci ritrovamo ad affrontare un’emergenza che danneggia tutta la Sicilia orientale. A Catania padroneggia una lobby politica che detiene un monopolio che io definisco degli stolti. Le lotte per il controllo della Sac e l’asse politico-economico di Catania hanno messo in ginocchio qualsiasi alternativa a Fontanarossa. Ma De Luca trova anche l’occasione per puntare il dito contro i suoi “competitors”: “Ognuno dei candidati alla presidenza è sostenuto da una casta che è la causa di questa situazione. Tutti devono arrossire di fronte all’emergenza di Comiso, ma bisogna anche dire che la massima responsabilità è dei massimi esponenti della politica catanese”.
“La chiusura dello scalo di Catania penalizzerà una parte importante del territorio siciliano, certo si potrebbe utilizzare l’aeroporto di Comiso, ma su questa struttura occorre fare chiarezza a prescindere dalla vicenda Fontanarossa”, precisa subito il candidato del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri. “Va ricordato, che l’Ue ha già fatto sapere che intende richiedere la restituzione dei fondi qualora Comiso non venisse aperto e poi c’è la vicenda Muos, il sistema di comunicazione satellitare che gli americani intendono installare a Niscemi”. Cancelleri spiega che “secondo alcune relazioni, che hanno dimostrato la nocività dello strumento, questa antenna andrà ad interferire con i radar dell’aeroporto di Comiso. Quindi si risolva questo problema“.
“E’ chiaro che siamo favorevoli all’apertura dell’aeroporto – afferma l’esponente del Movimento 5 Stelle – che darebbe sviluppo anche in chiave turistica e poi lo scalo è completo, pronto all’uso, ma spesso una struttura imballata si deteriora da sola perché poi intervengono i vandali, quindi si apra!”
“Comiso è un problema e per certi aspetti uno scandalo in se”, commenta subito il candidato presidente Davide Giacalone che guida il movimento LeAli alla Sicilia – Che l’Unione europea ci chieda indietro i soldi con cui ha finanziato la realizzazione della struttura è preoccupante”.
“D’altronde che l’aeroporto di Fontanarossa dovesse essere chiuso per lavori di manutenzione si sapeva e risulta solare a questo punto che la scelta di lasciare chiuso lo scalo di Comiso sia suicida anche e soprattutto per l’economia di un comprensorio così vasto”, aggiunge il giornalista.
“Il paradosso – conclude – è che l’aeroporto è potenzialmente funzionante e che i motivi che lo mantengono chiuso riguardano le scelte dell’aviazione civile e degli enti locali”.
Gianfranco Micciché, candidato di Grande Sud, Pds, Mps e Fli rileva che “L’apertura dell’aeroporto di Comiso è un’occasione di sviluppo che la Sicilia non può farsi sfuggire”.
“D’altro canto – osserva – , la chiusura dell’aeroporto di Fontanarossa non può essere utilizzata come pretesto mediatico per spingere in modo esasperato sull’apertura immediata dello scalo ragusano. Quest’ultimo necessita interventi non secondari che, al momento attuale, ne impediscono il pieno e funzionale utilizzo”.
“Nel mio programma di governo -dice Micciché – il potenziamento della rete di collegamento dell’intera regione occuperà un posto di rilievo; è necessario guardare al sistema dei trasporti all’interno della regione e verso il continente con una visione d’insieme e non considerare le criticità e i punti di forza del territorio come realtà a sé stanti”.



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