Ieri l'assemblea a Catania
Uil Medici: “Ancora incompleta
la riforma regionale della Sanità”

«Nella società che cambia, un nuovo rapporto medico-paziente». Questo il motivo ispiratore dei lavori dell’assemblea Uil Medici che s’è tenuta ieri a Catania, alla presenza dei segretari regionali Uil e Uil Medici Enzo Tango e Fortunato Parisi e dei segretari provinciali Uil, Uil Fpl e Uil Medici Angelo Mattone, Stefano Passarello e Filippo Bentivegna. Tra gli ospiti, il preside della facoltà di Medicina Francesco Basile.
Il «Sindacato dei Cittadini» ha discusso per ore di qualità del sistema sanitario a Catania e in Sicilia, sottolineando tra l’altro la necessità di completamento della rete provinciale di prenotazione unica per gli esami diagnostici.
Allo stato attuale, soltanto alcune aziende ospedaliere sono collegate alla «centrale» con evidenti disagi per gli utenti che dovrebbero poter beneficiare di un unico servizio capace di gestire al meglio il rapporto domanda-offerta riducendo, tra l’altro, i tempi di attesa.
Da Catania, inoltre, la Uil Medici ha sollecitato alla Regione l’effettivo avvio del troppe volte annunciato progetto di « deospedalizzazione » per rendere più efficiente la rete sanitaria. A questo proposito, peraltro, l’organizzazione sindacale ricorda l’esigenza di piena e reale attivazione dei Punti territoriali di Emergenza, i Pte, per snellire la gestione delle richieste di prestazione consentendo una migliore utilizzazione delle risorse umane e professionali nei Pronto soccorsi, spesso carenti di organico come denunciato dalla «Mappa dei Buchi della Sanità catanese» resa pubblica nei mesi scorsi dalla Uil Fpl.
Su proposta del preside Francesco Basile, ancora, la Uil ha fatto propria la richiesta di creazione di «Strutture di Pre-Dimissionamento» per i pazienti ospedalieri che, superata la fase acuta, sarebbero così ospitati in appositi reparti con un significativo abbattimento dei costi e un miglioramento della prestazione.
La Uil Medici, infine, ha ribadito le proprie critiche al Piano sanitario per il cervellotico accorpamento del «Vittorio Emanuele» e del Policlinico universitario in un’unica azienda, che costringe alla coesistenza due realtà molto diverse tra loro con evidenti disfunzioni organizzative e gravi disagi per i lavoratori della Sanità e i cittadini.
CS



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